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Come dire Dio?


Sono stato in uno dei carceri distrettuali della città di Maputo per cominciare il servizio di assistenza spirituale e umanitaria ai detenuti.
Il carcere risale al tempo coloniale ed è pensato per circa 30 prigionieri. Ce ne sono oltre 60, in tre celle e un corridoio largo un metro e lungo 10.
Dormono due per letto, suddivisi nelle tre celle, il che significa… circa 20 ciascuna. Chi non entra nei letti, per terra! 
La cella è 3 metri per 4!!!
Al mio arrivo, mi hanno accolto con la curiosità tipica di chi vuole capire chi è l’altro e cosa desidera fare. 
I cattolici sono tre, ma quasi tutti i detenuti hanno scelto di partecipare alla celebrazione della messa che abbiamo vissuto, dopo un momento di conoscenza reciproca e di dialogo.
Come dire Dio a chi vive nella miseria?
Come parlare di un Dio amore a chi lotta per sopravvivere?
Come celebrare la gioia della fede in quattro mura sudice di un carcere di periferia del mondo?
Come dire Dio...???
...Con queste domande nella testa e nel cuore ho vissuto per circa tre ore in quel carcere dall'aria irrespirabile per l'afa e...
Eppure lo Spirito Santo è all'opera nel cuore dell’uomo. 
I detenuti mi hanno seguito con una attenzione specialissima mentre spiegavo loro alcuni elementi della messa e durante la stessa celebrazione.

Alla fine della messa, ho insegnato a fare il segno della croce. Tanti erano gli sguardi soddisfatti e gli occhi pieni di luce per l'incontro con il Dio dell’amore, in una situazione difficile e al limite della sopportabilità.
Abbiamo anche distribuito un pezzo di sapone per ciascuno detenuto: segno palpabile di quel Dio amore. 

Commenti

  1. Grazie per la tua esperienza! Deus te abençoe, caro irmão e te ilumine para que possas iluminar outros irmãos! Abraços! Roberta.

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Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

Tante parole per esprimere lo stesso sentimento di gratitudine
che nobilita il cuore umano e che ci fa veramente figli di Dio: grazie!
Vedendo i molti segni di risposta che tanti di voi,
amici carissimi e fratelli di Comunità,
mi indirizzate,
attraverso la lettura dei post che pubblico sul mio blog, questa sera ho desiderato raggiungervi con il sentimento di gratitudine che sempre abita il mio cuore quando, attraverso questo strumento di comunicazione, possiamo rimanere in contatto a distanza intercontinentale.
Un vostro semplice + o un commento di poche parole su una notizia o una esperienza che ho pubblicato... è per me il segno che vale la pena condividere quanto Dio ci permette di sperimentare nella missione che Egli ci affida.
Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare.
Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. 
P. Antonio  

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