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Fior di loto

Questa mattina sono stato a celebrare la messa nella casa delle suore di Madre Teresa di Calcutta, dietro alla grande lixeira (immondezzaio) di Maputo.
Dopo la pioggia violenta degli ultimi giorni, la zona della lixeira è ancora piena di acqua stagnante e sporchissima, nera per via del fango e dei detriti (di ogni genere!) che sono disseminati in questa zona.
Mentre osservo i volti delle persone che camminano assorte in varie preoccupazioni,  rimango interiormente “folgorato” dal sorriso innocente dei bambini che giocano tra quella sporcizia, avvolti da un manto di gioia inspiegabile. 
Uno di loro mi ha guardato e, come si  fa qui in Mozambico per salutare rapidamente e a distanze che non permettono di usare la parola, ha sollevato il piccolo pollice in segno di “OK”. 
Dietro quella manina, splende un sorriso più bello del sole che illumina il cielo di oggi.
Mi è venuto in mente il “fior di loto” che nasce sull’acqua stagnante...
Quei bambini sono “fiori” nati e cresciuti sui resti (immondizia) della grande Maputo: uno stagno di scarti… eppure meravigliosi, con quel sorriso innocente e puro che cattura l’anima di chi lo riceve. 

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Ieri, tornando dalla città, mi sono fermato lungo la strada che conduce dal centro di Maputo alla periferia, per comprare delle banane. 
Le bancarelle di frutta sono dei carrettini tirati dalle persone, stazionati lungo la strada uno dietro all'altro. 
Da lontano ne scelgo uno a caso. Avvicinandomi con la macchiana, intravedo un uomo seduto su di un muro, con il carrettino a pochi metri, e penso sia lui il proprietario. Normalmente all'avvicinarsi di un cliente, questi venditori subito corrono per non perdere l'occasione di vendere.  
Stranamente il mio non si muove. Fermo la macchina e lo guardo per pochi secondi, chiamandolo con lo sguardo meravigliato per il fatto che non si avvicinasse. 
Mentre guardo indietro fissando quell'uomo, mi appare dal finestrino della macchina un pezzo di volto di un bambino che, per la poca altezza, non raggiunge neanche il finestrino. 
La mia sorpresa è stata grande quando gli ho chiesto se fosse lui il venditore di banane. "Si" - …

Non lo so!

Giorni fa, durante una visita al carcere di Marracuene con alcuni volontari giunti dal Portogallo, ho chiesto ai carcerati di presentarsi, dicendo il loro nome, la provenienza e l'età. 
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Banana-Bacela

Tornando dalla città, oggi, mi sono fermato a comprare delle banane ad una bancarella. 
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Mi ha venduto le banane e, prima di ripartire, è andato dietro la bancarella a cercare qualcosa. 
Si è riavvicinalo allo sportello dell'auto e mi ha porto una bella banana, dicendo: "isto é bacela" (questo è un regalo). 
La banana offerta da un giovane che sta tutto il giorno al freddo, in mezzo ad un polverone; un giovane la cui speranza di vivere è legata alla vendita di quel numero di banane...; un giovane che lotta per strappare la vita dalla miseria... eppure é capace di offrire una "bacela". 
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