Passa ai contenuti principali

Samaritana, ho sete!



Il pozzo di Giacobbe è il luogo ove Gesù, bruciato di amore per l’umanità, siede per ri-conquistare una creatura all’amore di Dio.
Chiamiamola semplicemente Samaritana… una donna “leggera”, che esce a mezzogiorno per evitare gli sguardi inopportuni di chi vede in lei un ammasso di peccato e una situazione di vita irreversibilmente perduta.

Cinque mariti e quello attuale non è il suo. Una “poca di buono”, per la Legge del popolo credente, e uno strumento di piacere per la legge dei gaudenti!

Ma per Gesù, è un tesoro perduto che Dio è venuto a cercare, una pecorella smarrita che neppure conosce il suo Pastore e vaga in cerca di surrogati di amore che non riescono a riempire il “pozzo” della sua anima e del suo cuore.
Che mirabile strategia quella di Gesù. Non la guarda dall’alto in basso, cosa che l’umilierebbe e la farebbe sfuggire al suo sguardo, ma la guarda dal basso in alto;
…si fa misero dinanzi a colei che tutti usano;
…si umilia davanti a colei che tutti disprezzano;
…si abbassa agli occhi di chi non si sente che una “cosa” e dice: “ho sete”!

Samaritana, ho sete del tuo amore ferito e storpiato!
Samaritana, ho sete della tua bellezza originaria, uscita “vergine” dalle mani di Dio;
Samaritana, ho sete della tua salvezza;
Samaritana, ho sete di vederti felice, finalmente amata dall’Amore.

E Samaritana accetta, lascia la brocca della sua vita ordinaria per riempire il suo cuore con la presenza dell’acqua che disseta per la vita eterna e che sgorga dal costato trafitto di Gesù. 


…E se al posto di Samaritana metto il mio nome e tu metti il tuo? Sarà che la Storia si può ripetere anche per noi? E il Vangelo continuare ad essere vero per noi, oggi?!

Commenti

Post popolari in questo blog

Banana-Bacela

Tornando dalla città, oggi, mi sono fermato a comprare delle banane ad una bancarella. 
Mi ha accolto un giovane con un bel sorriso, coperto con un cappuccio, per proteggersi dal freddo dell'inverno mozambicano. Un grande vento sollevava un polverone di sabbia che avvolgeva la bancarella. 
Mi ha venduto le banane e, prima di ripartire, è andato dietro la bancarella a cercare qualcosa. 
Si è riavvicinalo allo sportello dell'auto e mi ha porto una bella banana, dicendo: "isto é bacela" (questo è un regalo). 
La banana offerta da un giovane che sta tutto il giorno al freddo, in mezzo ad un polverone; un giovane la cui speranza di vivere è legata alla vendita di quel numero di banane...; un giovane che lotta per strappare la vita dalla miseria... eppure é capace di offrire una "bacela". 
L'ho ringraziato e ho continuato la mia strada, mangiando quella banana-bacela e mentre la commozione prendeva il sopravvento mi sono ricordato della parole di Gesù: "l'…

Il piccolo venditore di banane

Ieri, tornando dalla città, mi sono fermato lungo la strada che conduce dal centro di Maputo alla periferia, per comprare delle banane. 
Le bancarelle di frutta sono dei carrettini tirati dalle persone, stazionati lungo la strada uno dietro all'altro. 
Da lontano ne scelgo uno a caso. Avvicinandomi con la macchiana, intravedo un uomo seduto su di un muro, con il carrettino a pochi metri, e penso sia lui il proprietario. Normalmente all'avvicinarsi di un cliente, questi venditori subito corrono per non perdere l'occasione di vendere.  
Stranamente il mio non si muove. Fermo la macchina e lo guardo per pochi secondi, chiamandolo con lo sguardo meravigliato per il fatto che non si avvicinasse. 
Mentre guardo indietro fissando quell'uomo, mi appare dal finestrino della macchina un pezzo di volto di un bambino che, per la poca altezza, non raggiunge neanche il finestrino. 
La mia sorpresa è stata grande quando gli ho chiesto se fosse lui il venditore di banane. "Si" - …

Non ho ora!

Quando Dio vuole farti un dono, aprire i tuoi orizzonti sa bene come combinare le cose. 
Oggi, a fine pomeriggio, tra una corsa e l'altra, uscivo di casa in auto per recarmi in città. Era l'ora di chiusura dei lavori dell'impresa che sta costruendo alcune strutture nella missione.  Arrivato al portone di casa, vedo Ismaele bere un sorso di acqua dal rubinetto che abbiamo messo vicino alla porta per permettere ai passanti di bere tranquillamente senza chiedere il permesso.  Mentre attraverso il portone della missione, qualcosa (QUALCUNO???) mi dice di chiedere a Ismaele se ha bisogno di un passaggio per tornare a casa. Subito accetta.  Nel breve tragitto di pochi km, gli chiedo l'età (17 anni) e con chi vive (la zia), se ha smesso di studiare e in che classe si trova.  "Padre frequento la nona classe (III media), studio di notte. Adesso corro in casa mi lavo rapidamente e vado a scuola fino alle 21.30".  E poi? "Torno a casa e studio".  "Fino a che ora?…