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Mano d'opera


"A cosa serve un giornale?"


Con questa domanda abbiamo cominciato, nella prigione di Marracuene, un laboratorio di reciclaggio di giornali usati che possono trasformarsi in bellissimi cestini. 

Gli insegnanti... sono stati Dickson e Bernardo, due giovani missionari della nostra Comunità di Maputo che conoscono quest'arte di reciclaggio. 

Dieci carcerati, tra i 18 e i 50 anni, hanno partecipato al primo gruppo di lavoro. 
Dopo le prime spiegazioni dei due trainers, subito gli allievi hanno iniziato ad arrotolare le "cannette" di carta e a intrecciarle. 

La gioia traspariva sui loro volti nel veder trasformare quei semplici e apparentemente inutili giornali in piccole "opere d'arte", sorte da mani che, seppur hanno commesso colpe punibili a norma di legge, sono ancora piene di dignità e di capacità!


 I cestini sono un'occasione di riscatto perché...
  • risvegliano la capacità di inventare, in chi crede di non servire più a nulla e di non interessare più a nessuno; 
  • possono essere la base di un possibile lavoro quando il detenuto esce dalla prigione;
  • costituiscono una possibilità di occupare meglio il tempo, lungo e  tedioso, che la detenzione causa.


Una mano che intreccia è una mano all'opera,
   una mano libera, 
        una mano d'opera, 
              una mano che ritrova la libertà imparando a lavorare per liberar-si!!!

Alcune immagini del laboratorio:







Commenti

  1. Una bellissima iniziativa per liberar-si, complimenti.

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  2. Grazie. Uniti nella liber-azione dei fratelli. Ciao.

    RispondiElimina

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Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare.
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