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Toccare la carne sofferente di Cristo

Come tutte le domeniche, al mattino presto parto per raggiungere ora questo ora quel carcere per la celebrazione dell'incontro con Dio e con i fratelli detenuti: la Santa Messa. 


Da sinistra: Fiorinda, Paolo e Paolina,
mentre insegnano canti ai detenuti
Negli ultimi tempi, alcuni laici della nostra parrocchia nella periferia di Maputo, hanno chiesto di accompagnarmi in questa pastorale e quindi formiamo una piccola equipe. 

E' per me un grande sollievo avere questi fratelli laici che, tra l'altro, conoscono bene il ronga, dialetto locale, che è un canale di comunicazione migliore del portoghese per la popolazione carceraria, molto povera, anche dal punto di vista culturale. 

Oggi è la Solennità del Corpus Domini: 
- "Come parlare dell'Eucaristia a chi non è ancora cristiano e sta muovendo i primi passi nella fede"
- "Come spiegare la Presenza reale di Gesù in quel pezzo di pane?"
- "Come parlare del Pane di vita e del Calice della salvezza a chi ha cercato la salvezza e la vita in scelte al limite della vita...?"

...Queste e altre domande mi frullavano per la testa, mentre preparavo la celebrazione. 

I detenuti non hanno ancora mangiato nulla e anche quest'oggi l'unico pasto di polenta e fagioli arriverà alle 17.00.
Meglio parlare dell'Eucaristia con i fatti!!! 
Abbiamo cominciato a distribuire biscotti e succo di frutta a ciascuno dei detenuti. 
Mentre versavo il succo di arancia, quel colore arancio-rosato, quella bottiglia nelle mani... mi è venuta in mente l'Ultima Cena in cui Gesù ha distribuito il Suo Corpo e il Suo Sangue ai discepoli. 


Ecco - mi sono detto - da dove cominciare per parlare dell'Eucaristia: servire bene e con amore questo bicchiere di succo di frutta, con la stessa cura per il carcerato che avrei per il Cristo Eucaristia sull'altare... che, tra l'altro, è molto speciale, come si vede dalla foto: due reti di letti degli stessi carcerati sovrapposte e coperte con un tessuto e la tovaglietta bianca; per sedia, una vecchia poltrona, alquanto sudicia e con il fondo "sfondato". 

All'improvviso vedo i tre laici, Fiorinda, Paolo e Paolina, che stanno insegnando i canti ai carcerati e comincio a contemplare l'opera della Grazia di Dio. 

Un clima di pace è sceso su quell'angolo dimenticato del mondo. 
I detenuti cantano e lodano quel Dio - Pane e Vino  di Vita - che non possono mangiare e bere ma... già pregustano nel clima della Santa Messa. 

Quando, nel momento della pace, ho stretto la mano a ciascuno, in segno di benedizione e di pace per quei cuori feriti e che hanno molto ferito, ho sentito di toccare lo Stesso Cristo che avevo appena toccato nella consacrazione dell'Ostia e del Calice. 

O Sacro Mistero di Dio e dell'uomo, di Dio con l'uomo, ...di Dio nell'uomo! 



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