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You are old...

... non è una semplice frase inglese, ma l'inizio di un altro piccolo-grande sogno: cominciare un corso di inglese nelle carceri di Maputo, per offrire una chance in più ai giovani prigionieri che desiderano riscattarsi anche attraverso lo studio. 
Conoscere per allargare la mente, occupare il tempo, esercitare la memoria, arricchiere il proprio vissuto a volte molto "ridotto". L'inglese, poi, in Mozambico, è importante, vista la situazione geografica che il Paese occupa, essendo circondato da Stati anglofoni. 







23 detenuti hanno iniziato il corso e saranno accompagnati dal volontario Duccio Ferraro, di Napoli, che sta collaborando, come volontario inviato dalla Caritas di Roma, nel servizio alle carceri. 











Ciascuno ha ricevuto un quaderno e una penna, giunti in dono dall'Italia, grazie all'aiuto di tanti amici che raccolgono, smistano e inviano prodotti per sostenere i fratelli che ne hanno bisogno. 




Il corso ha un ritmo di lezione 
di 2 ore settimanali; 
i detenuti stanno seduti per terra
con il quaderno sulle gambe 
e... tanto desiderio di imparare, 
perchè "conoscere è liberar-si"!!!



Commenti

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Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

Tante parole per esprimere lo stesso sentimento di gratitudine
che nobilita il cuore umano e che ci fa veramente figli di Dio: grazie!
Vedendo i molti segni di risposta che tanti di voi,
amici carissimi e fratelli di Comunità,
mi indirizzate,
attraverso la lettura dei post che pubblico sul mio blog, questa sera ho desiderato raggiungervi con il sentimento di gratitudine che sempre abita il mio cuore quando, attraverso questo strumento di comunicazione, possiamo rimanere in contatto a distanza intercontinentale.
Un vostro semplice + o un commento di poche parole su una notizia o una esperienza che ho pubblicato... è per me il segno che vale la pena condividere quanto Dio ci permette di sperimentare nella missione che Egli ci affida.
Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare.
Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. 
P. Antonio  

"Pane della Vita e pane di vita"

Sembrerebbe, a primo acchito, una ridondanza linguistica, ma non lo è affatto!
Pane della vita, per noi che crediamo in Gesù Cristo, Figlio di Dio Vivente, Verbo di Dio incarnato, è l’Eucaristia, il Pane per eccellenza che dà la Vita in abbondanza, quella vera, quella che ti riempie, quella che ti sazia, quella – cioè – che tutti cercano ma non sempre trovano!
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. (Gv 6,51).

Date loro "voi stessi" da mangiare

Il brano di San Matteo (14,13-21) - propostoci per la diciottesima domenica del tempo ordinario - è davvero "straordinario"... come ogni pagina del Vangelo! Si tratta della com-passione di Gesù per gli uomini del suo tempo, segno dell'amore folle di Dio per gli uomini di ogni tempo e quindi per noi tutti. Gesù è afflitto per la morte di Giovanni Battista, cugino e profeta antecessore del Messia. Il dolore che sempre tenta di stringere il cuore dell'uomo nella morsa dell'autocommiserazione e del ripiegamento, non riesce a vincere il cuore misericordioso di Gesù che rimane com-passivo. Gesù vede la folla che lo ha seguito a piedi e si commuove, ne sente la passione dolorosa, ne vive interiormente il dramma della fame di Dio e di pane. Si intenerisce e comincia a guarire gli ammalati e quando giunge il momento del congedo, dinanzi alla "avveduta" preoccupazione degli apostoli di rimandare a casa la folla (dicasi folla di 5000 uomini senza contare donne e ba…