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Visualizzazione dei post da Agosto, 2014

Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

Tante parole per esprimere lo stesso sentimento di gratitudine
che nobilita il cuore umano e che ci fa veramente figli di Dio: grazie!
Vedendo i molti segni di risposta che tanti di voi,
amici carissimi e fratelli di Comunità,
mi indirizzate,
attraverso la lettura dei post che pubblico sul mio blog, questa sera ho desiderato raggiungervi con il sentimento di gratitudine che sempre abita il mio cuore quando, attraverso questo strumento di comunicazione, possiamo rimanere in contatto a distanza intercontinentale.
Un vostro semplice + o un commento di poche parole su una notizia o una esperienza che ho pubblicato... è per me il segno che vale la pena condividere quanto Dio ci permette di sperimentare nella missione che Egli ci affida.
Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare.
Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. 
P. Antonio  

Laboratorio di libertà

Il piano riabilitativo del giovane detenuto esige un accompagnamento "globale" della sua persona per facilitarne l'approccio alla libertà integrale.
In quest'ottica, nel carcere di riabilitazione giovanile di Boane, dopo aver cominciato la "Scuola di vita" - alla quale partecipano circa 40 giovani - e la Scuola Biblica con circa 25 partecipanti, è stato organizzato un corso di riciclaggio di vecchi giornali per farne dei bei cestini.



22 giovani hanno desiderato prendere parte al laboratorio ed hanno cominciato ad arrotolare i fogli, unirli, intrecciarli, incollarli...




Tutti i giorni due ore e più di attività per esercitare le mani (e il cuore) al lavoro, far fiorire nuove idee,
coltivare il gusto del bello, 
scatenare la creatività...



Cosa produrranno? 
Tra pochi giorni vedremo,
in fotografia, alcuni dei lavori realizzati;








...intanto intrecciamo le dita perché questi giovani ,con storie dolorose e vite turbolente alle spalle, possano sbocciare alla Vita!




Il grido della fede...

Ed ecco una donna Cananèa
...si mise a gridare: “Pietà di me, Signore, figlio di Davide. 
...si prostrò dinanzi a lui dicendo: “Signore, aiutami!”.  

Allora Gesù le replicò: “Donna, davvero grande è la tua fede! 
Ti sia fatto come desideri”. 
E da quell'istante sua figlia fu guarita. (Mt 15,21-28 passim )

Grida Cananea, grida a scuarciagola,
la tua voce riecheggi, in questa domenica, in tutte le chiese del mondo,
in tutte le lingue in cui questo Vangelo sará letto e spiegato;
la tua voce assordante perfori la nostra sorditá, Cananea; 
insegnaci a gridare al nostro Dio!

Le nostre bocche sono troppo piene per gridare
le nostre voci troppo rauche per sfondare i cieli...
Abbiamo bisogno di nuovo vigore per gridare la nostra fede!

Grida il dolore dell´umanitá lontana dalla gioia del tuo Signore...
grida la ferita che lacera la carne del Corpo di Cristo sulla Terra.

Grida, grida senza sosta, figlia di Dio, 
e grida 
e grida ancora,
grida l´ingiustiza che opprime il tuo popolo...
grida la fame dei poveri.…

Afferrami la mano, Gesù...

Matteo 14, 29-32:

...Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 30  Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». 31 E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». 32 Appena saliti sulla barca, il vento cesso. Dopo una notte di traversata con le onde contrarie, quando la barca della vita sembra affondare ed essere inghiottita per sempre nel vortice del non senso dell'esistenza... Quando il dolore dinanzi al mare tempestoso della miseria aumenta a dismisura e nulla sembra più aver valore... Quando il dubbio attanaglia il cuore di fronte al male che galoppa nel mondo e falcidia gli innocenti mentre gli empi ingozzano nel torpore di un sciocco e godereccio consumismo... Quando l'assurda malattia bussa alla porta dei poveri che neanche possono mangiare e men che meno comprare medicine... quando ... e quando ... e quando ... il dubbio di Pietro che cammina…

Date loro "voi stessi" da mangiare

Il brano di San Matteo (14,13-21) - propostoci per la diciottesima domenica del tempo ordinario - è davvero "straordinario"... come ogni pagina del Vangelo! Si tratta della com-passione di Gesù per gli uomini del suo tempo, segno dell'amore folle di Dio per gli uomini di ogni tempo e quindi per noi tutti. Gesù è afflitto per la morte di Giovanni Battista, cugino e profeta antecessore del Messia. Il dolore che sempre tenta di stringere il cuore dell'uomo nella morsa dell'autocommiserazione e del ripiegamento, non riesce a vincere il cuore misericordioso di Gesù che rimane com-passivo. Gesù vede la folla che lo ha seguito a piedi e si commuove, ne sente la passione dolorosa, ne vive interiormente il dramma della fame di Dio e di pane. Si intenerisce e comincia a guarire gli ammalati e quando giunge il momento del congedo, dinanzi alla "avveduta" preoccupazione degli apostoli di rimandare a casa la folla (dicasi folla di 5000 uomini senza contare donne e ba…