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Visualizzazione dei post da Settembre, 2014

Grazie Maria!

Sono le 14.35 quando arrivo nella prigione di Marracuene con quattro signore della Legione di Maria per iniziare a pregare il rosario con i detenuti che lo desiderano. 
Vediamo i poliziotti sulla soglia della prigione e 6 giovani che sono stati catturati e condotti nel carcere proprio in quel momento. 
Dopo i controlli di routine... i "nuovi ospiti" entrano nella angusta prigione. 
Non posso fare niente per il momento... solo offrire loro un sorriso di speranza. 
Ma in realtà, penso, oggi la prigione che accoglie questi nuovi carcerati non è la stessa, oggi si comincia a pregare il Rosario e con Maria cambia tutto! 

C'è una Madre tra i fratelli carcerati che si prende cura del loro cammino di "guarigione"
Entro con un entusiamo rinnovato in quel fatiscente corridoio di un metro per dieci, "cattedrale" di dolore e di speranza. 
Otto detenuti si presentano e, dopo i saluti, comincio a spiegare cos'è il rosario, come si prega e ... entriamo nella danza dell…

Sim, queremos!

A Boane, nel carcere di recupero giovanile, un giorno mi sono reso conto che alcuni giovani che frequentano la Scuola di vita e la Scuola biblica, pur avendo il quaderno tra le mani, ricevuto in dono per partecipare alla formazione, non prendevano mai appunti. 
Ho chiesto loro cosa succedesse e, con un pò di vergogna, hanno abbassato la testa... 
Un giovane, Joao, mi ha spiegato che non sanno leggere nè scrivere. 
Mi ha preso un "sacro furore" e ho chiesto loro se volessero imparare: "SIM QUEREMOS", (Sì vogliamo!). 
Ho domandato a Joao se poteva essere il loro insegnante di alfabetizzazione e lui ha generosamente accettato. 
Detto, fatto! Ho chiamato il direttore del carcere, chiededogli il permesso di poter cominciare l'alfabetizzazione e ne è stato contento. 
Abbiamo formato la lista dei partecipanti e la settimana successiva abbiamo donato un quaderno e una penna a ciascuno dei 16 giovani. 
Ecco i primi risultati...



"SIM QUEREMOS": Volere é potere! Anche d…

Gentileza gera gentileza

"Gentilezza genera gentilezza"... è questo il titolo del secondo tema della Scuola di vita svolta nel carcere di Boane con 30 giovani.
Alla fine del tema, ho chiesto ai giovani partecipanti di esprimere come volessero il contenuto della formazione: una rappresentazione teatrale, una poesia, un disegno, un poema...
Ecco un "saggio" che esprime il cuore di due giovani, Nelson e Manuel:


E' como plantar uma planta

e colher muitos frutos.

E' trabalhar pouco e receber muito.

E' fazer bem para receber o bem.

E' amar ser amado.

Pois sim a gentileza gera gentileza.


Traduzione:

E' come piantare una pianta
e cogliere molti frutti.
E' lavorare poco e ricevere molto
E' fare bene per ricevere il bene
E' amare (per) essere amati
Perché, certo, la gentilezza genera gentilezza.




...e se non piangi, di che pianger suoli?

Prestiamo ancora spazio a Federico che sta quasi concludendo la sua esperienza di visita al Mozambico e che condivide con tutti noi un altro stralcio del "suo cuore" e dei suoi sentimenti nell'incontro con questo popolo dai "constasti netti".
Maputo, 6 settembre 2014
Carissimi, ogni giorno qui in Mozambico mi riserva emozioni e sofferenze forti. Spesso gli uni seguono le altre rapidamente, a volte quasi si confondono.

D’altra parte, sto iniziando a capire che l’Africa è terra di contrasti netti, decisi. Contrasti tra ricchezza e povertà estrema, tra onestà e corruzione, tra amore e guerre fratricide.
Anche questa volta mi soffermo su un singolo episodio, uno squarcio di vita che mi ha tolto le parole di bocca per un po’ di tempo.
Martedì pomeriggio Padre Antonio, Manuela (un’altra missionaria) ed io partiamo per far visita ad alcune famiglie della parrocchia. A volte è necessario verificare direttamente l’esistenza di alcuni problemi, altre si passa per un consiglio…

Ascoltiamo Federico!

Per noi missionari ricevere la visita di un amico, che prende il tempo delle sue ferie per venire a trovarci e conoscere il servizio che svolgiamo, è sempre una grande gioia.
E' ciò che ha fatto Federico Nicolé, un giovane avvocato padovano di 31 anni, che sta trascorrendo 17 giorni in Mozambico per conoscere questo popolo e amarlo di più.
Ascoltiamo, dalla "penna" di Federico, le sue emozioni, i suoi sentimenti e alcune riflessioni che gli sono nate nell'incontro con il popolo mozambicano, in particolare durante una visita al Carcere di recupero giovanile di Boane.


Maputo, 2 settembre 2014
Carissimi, il mio viaggio in Mozambico sta proseguendo a ritmi serrati. Non ho molto tempo per respirare e, devo dire, ne sono contento. Vi parlo un po’ della mattinata di venerdì 29 agosto. Sarebbero molte le cose da dire, ma devo ricorrere alla sintesi lasciando i particolari ai racconti del ritorno. Sveglia alle 5:15, doccia, colazione e alle 6:00 siamo in macchina. Maputo è in pie…

Una bella riflessione sui carcerati...

Cari sorelle e fratelli,
il primo gesto della mia visita pastorale è l’incontro con voi, in questa Casa circondariale di Castrovillari. In questo modo vorrei esprimere la vicinanza del Papa e della Chiesa ad ogni uomo e ogni donna che si trova in carcere, in ogni parte del mondo. Gesù ha detto: «Ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (Mt 25,36). 

Nelle riflessioni che riguardano i detenuti, si sottolinea spesso il tema del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e l’esigenza di corrispondenti condizioni di espiazione della pena.
Questo aspetto della politica penitenziaria è certamente essenziale e l’attenzione in proposito deve rimanere sempre alta. Ma tale prospettiva non è ancora sufficiente, se non è accompagnata e completata da un impegno concreto delle istituzioni in vista di un effettivo reinserimento nella società (cfr Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti alla 17ª Conferenza dei Direttori delle Amministrazioni penitenziarie del Consiglio d’Europa, 22 novembre 2012).

Pane a Boane

Tempo fa, offrendo dei biscotti con il thè ai giovani del carcere dei Boane, uno di loro mi detto: "padre potresti offrirci del pane al posto dei biscotti, è molto tempo che non ne mangiamo".

Cos'è un pezzo di pane, se non il diritto di ogni uomo, dal momento che anche Gesù ci ha insegnato a chiedere il "pane quotidiano" nella preghiera al Padre!?

Purtroppo, con un nodo alla gola per la commozione, ho dovuto rispondere che i soldi delle offerte che avevo a disposizione non mi permettevano di comprare pane per tutti i detenuti e che non avrei potuto offrirne solo ad alcuni di loro, perché il pane o lo si mangia tutti o non lo si mangia! 

Il giovane ha capito la risposta, ma Dio ancora di più!
Dopo alcuni giorni, andando a visitare il proprietario di una impresa per chiedere "aiuti" per i detenuti, questo signore, con una semplicità "divina", mosso dallo Spirito di Colui che tutto vede e sa, mi ha detto: "padre la mia impresa produce cose ch…