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Grazie Maria!

Sono le 14.35 quando arrivo nella prigione di Marracuene con quattro signore della Legione di Maria per iniziare a pregare il rosario con i detenuti che lo desiderano. 
Vediamo i poliziotti sulla soglia della prigione e 6 giovani che sono stati catturati e condotti nel carcere proprio in quel momento. 
Dopo i controlli di routine... i "nuovi ospiti" entrano nella angusta prigione. 
Non posso fare niente per il momento... solo offrire loro un sorriso di speranza. 
Ma in realtà, penso, oggi la prigione che accoglie questi nuovi carcerati non è la stessa, oggi si comincia a pregare il Rosario e con Maria cambia tutto! 

C'è una Madre tra i fratelli carcerati che si prende cura del loro cammino di "guarigione"
Entro con un entusiamo rinnovato in quel fatiscente corridoio di un metro per dieci, "cattedrale" di dolore e di speranza. 
Otto detenuti si presentano e, dopo i saluti, comincio a spiegare cos'è il rosario, come si prega e ... entriamo nella danza della preghiera. 
Che gioia e che commozione vedere questi giovani con il rosario in mano. Quelle mani "sporche" (come quelle di ogni uomo!) a causa del peccato, stringono un rosario e quei cuori feriti da chissà quali esperienze stanno recitando l'Ave Maria...
Che belle le parole "prega per noi peccatori" dette in un luogo in cui ci si dovrebbe redimere proprio dai frutti amari del peccato. 
Mi sono sentito in cammino con la preghiera di questi fratelli: Ave Maria, Piena di grazia... prega per noi peccatori!

Durante il Rosario, nella sovraffollata prigione, che oggi accoglie più di 60 prigionieri in pochi metri quadrati, è calato un silenzio surreale, il Silenzio di Dio che parla ai cuori attraverso la Madre. 
Grazie Maria!


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Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

Tante parole per esprimere lo stesso sentimento di gratitudine
che nobilita il cuore umano e che ci fa veramente figli di Dio: grazie!
Vedendo i molti segni di risposta che tanti di voi,
amici carissimi e fratelli di Comunità,
mi indirizzate,
attraverso la lettura dei post che pubblico sul mio blog, questa sera ho desiderato raggiungervi con il sentimento di gratitudine che sempre abita il mio cuore quando, attraverso questo strumento di comunicazione, possiamo rimanere in contatto a distanza intercontinentale.
Un vostro semplice + o un commento di poche parole su una notizia o una esperienza che ho pubblicato... è per me il segno che vale la pena condividere quanto Dio ci permette di sperimentare nella missione che Egli ci affida.
Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare.
Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. 
P. Antonio  

"Pane della Vita e pane di vita"

Sembrerebbe, a primo acchito, una ridondanza linguistica, ma non lo è affatto!
Pane della vita, per noi che crediamo in Gesù Cristo, Figlio di Dio Vivente, Verbo di Dio incarnato, è l’Eucaristia, il Pane per eccellenza che dà la Vita in abbondanza, quella vera, quella che ti riempie, quella che ti sazia, quella – cioè – che tutti cercano ma non sempre trovano!
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. (Gv 6,51).

Date loro "voi stessi" da mangiare

Il brano di San Matteo (14,13-21) - propostoci per la diciottesima domenica del tempo ordinario - è davvero "straordinario"... come ogni pagina del Vangelo! Si tratta della com-passione di Gesù per gli uomini del suo tempo, segno dell'amore folle di Dio per gli uomini di ogni tempo e quindi per noi tutti. Gesù è afflitto per la morte di Giovanni Battista, cugino e profeta antecessore del Messia. Il dolore che sempre tenta di stringere il cuore dell'uomo nella morsa dell'autocommiserazione e del ripiegamento, non riesce a vincere il cuore misericordioso di Gesù che rimane com-passivo. Gesù vede la folla che lo ha seguito a piedi e si commuove, ne sente la passione dolorosa, ne vive interiormente il dramma della fame di Dio e di pane. Si intenerisce e comincia a guarire gli ammalati e quando giunge il momento del congedo, dinanzi alla "avveduta" preoccupazione degli apostoli di rimandare a casa la folla (dicasi folla di 5000 uomini senza contare donne e ba…