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Pane a Boane

Tempo fa, offrendo dei biscotti con il thè ai giovani del carcere dei Boane, uno di loro mi detto: "padre potresti offrirci del pane al posto dei biscotti, è molto tempo che non ne mangiamo".

Cos'è un pezzo di pane, se non il diritto di ogni uomo, dal momento che anche Gesù ci ha insegnato a chiedere il "pane quotidiano" nella preghiera al Padre!?

Purtroppo, con un nodo alla gola per la commozione, ho dovuto rispondere che i soldi delle offerte che avevo a disposizione non mi permettevano di comprare pane per tutti i detenuti e che non avrei potuto offrirne solo ad alcuni di loro, perché il pane o lo si mangia tutti o non lo si mangia! 

Il giovane ha capito la risposta, ma Dio ancora di più!
Dopo alcuni giorni, andando a visitare il proprietario di una impresa per chiedere "aiuti" per i detenuti, questo signore, con una semplicità "divina", mosso dallo Spirito di Colui che tutto vede e sa, mi ha detto: "padre la mia impresa produce cose che non possono interessare ai detenuti", ma io voglio contribuire mensilmente per comprare il pane per i carcerati che ne hanno bisogno...".

E così sia! E così è!!!
Ogni settimana un pezzo di pane ai giovani di Boane e ad altri fratelli bisognosi detenuti.
Dio ha ascoltato la richiesta di quel giovane che desiderava mangiare del pane.
Che festa e che occhi splendenti quanto arriva il pane in carcere, pane "dipinto di burro" come amano dire i detenuti.
Grazie alla generosità del donatore anonimo e grazie a Dio.
DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO.


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Tante parole per esprimere lo stesso sentimento di gratitudine che nobilita il cuore umano e che ci fa veramente figli di Dio: grazie! Vedendo i molti segni di risposta che tanti di voi, amici carissimi e fratelli di Comunità, mi indirizzate, attraverso la lettura dei post che pubblico sul mio blog, questa sera ho desiderato raggiungervi con il sentimento di gratitudine che sempre abita il mio cuore quando, attraverso questo strumento di comunicazione, possiamo rimanere in contatto a distanza intercontinentale. Un vostro semplice + o un commento di poche parole su una notizia o una esperienza che ho pubblicato... è per me il segno che vale la pena condividere quanto Dio ci permette di sperimentare nella missione che Egli ci affida. Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare. Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera.  P. Antonio  

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Date loro "voi stessi" da mangiare

Il brano di San Matteo (14,13-21) - propostoci per la diciottesima domenica del tempo ordinario - è davvero "straordinario"... come ogni pagina del Vangelo! Si tratta della com-passione di Gesù per gli uomini del suo tempo, segno dell'amore folle di Dio per gli uomini di ogni tempo e quindi per noi tutti. Gesù è afflitto per la morte di Giovanni Battista, cugino e profeta antecessore del Messia. Il dolore che sempre tenta di stringere il cuore dell'uomo nella morsa dell'autocommiserazione e del ripiegamento, non riesce a vincere il cuore misericordioso di Gesù che rimane com-passivo. Gesù vede la folla che lo ha seguito a piedi e si commuove, ne sente la passione dolorosa, ne vive interiormente il dramma della fame di Dio e di pane. Si intenerisce e comincia a guarire gli ammalati e quando giunge il momento del congedo, dinanzi alla "avveduta" preoccupazione degli apostoli di rimandare a casa la folla (dicasi folla di 5000 uomini senza cont