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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2014

Senza parole!!!

Con queste immagini desidero condividere con voi le mie emozioni nel vedere di che cosa sono capaci mani che hanno commesso errori... più o meno gravi, e che si sono messe all'opera per imparare un'arte semplice e bella: intessere carta di giornale avvolta in sottili canne, un pò di colla, una passata di vernice e tanta, tanta fantasia!                                                                                 






Questi cesti sono opera delle mani dei carcerati che stanno lavorando nel progetto "Laboratorio della libertà".
Un gruppo di 15 prigionieri, in due carceri di Maputo, si sono cimentati in quest'opera di auto-riabilitazione.
I cesti, venduti a prezzo simbolico nelle comunità cristiane e in alcune fiere, aiutano i carcerati e le loro famiglie a contare su piccole somme di denaro per vivere più dignitosamente.
Ma, soprattutto, l'arte e la bellezza che escono da quelle mani e dai quei cuori... sono…

Il secondo = al primo !?

Il Vangelo di domenica 26 ottobre è un pò "rompiscatole": Matteo 22,34-40

Il dottore della legge che la sapeva lunga in materia di "Dio", vuole mettere in trappola Gesù: ...lo interrogò per metterlo alla prova:«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?»
Cioè, in parole semplici, cosa dobbiamo fare per far piacere a Dio e guadagnarci il Paradiso???

Gesù, che la sa più lunga del dottore della legge, gli offre prima la risposta che quello si aspettava: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.

Sì, perche amare Dio può essere, in fin dei conti, abbastanza semplice: Dio tace, Dio mi lascia credere che lo stia amando, mi lascia fare e rifare, rispetta la mia libertà e, se voglio, posso anche credere che sono un buon cristiano, un fedele mussulmano, un pio credente... 

Il guaio viene dopo, quando quel buon Maestro di Gesù non si ferma al primo comandamento, ma addirittura ha il coraggio di affermare che ne ex…

Giornata Missionaria Mondiale 2014

Condivido con voi alcune frasi del discorso di papa Francesco per la prossima Giornata Missionaria Mondiale. 

Missione è urgenza...

Cari fratelli e sorelle,
oggi c’è ancora moltissima gente che non conosce Gesù Cristo. Rimane perciò di grande urgenza la missione ad gentes, a cui tutti i membri della Chiesa sono chiamati a partec
ipare, in quanto la Chiesa è per sua natura missionaria: la Chiesa è nata “in uscita”.

Missione è gioia...

Si tratta di una celebrazione di grazia e di gioia. Di grazia, perché lo Spirito Santo, mandato dal Padre, offre saggezza e fortezza a quanti sono docili alla sua azione. Di gioia, perché Gesù Cristo, Figlio del Padre, inviato per evangelizzare il mondo, sostiene e accompagna la nostra opera missionaria.
La gioia del Vangelo scaturisce dall’incontro con Cristo e dalla condivisione con i poveri.  

Missione è opera trinitaria...

Il Padre è la fonte della gioia. Il Figlio ne è la manifestazione, e lo Spirito Santo l’animatore.

Missione è antidoto alla tr…

Yehova

Visitare i fratelli detenuti non significa solo celebrare la messa (momento molto importante!) o offrire qualcosa di materiale per alleviare la loro permanenza nei luoghi di detenzione, pur sempre difficili e carenti, ma è anche "tirare" dal di dentro dei carcerati il loro meglio perchè riacquistino la fiducia in se stessi e sappiano imparare ad offrire al mondo, agli altri... la parte migliore della propria persona e dei propri talenti. 
Yehova è una danza di stile makwaela, tipica mozambicana.



I giovani di un carcere della provincia di Maputo hanno preparato questa danza, basata sul nome di Dio (Yehova), per inneggiare alla gloria del Signore e offrire agli amici che li visitano nel carcere... un momento artistico di allegria.
Obrigado!
Khanimambo! Merci! Grazie! Thank you! ...

Gloria a Dio e pace agli uomini!

Ieri, come tutte le settimane, arriviamo alla Prigione di Marrecuene alle 12.00 per la celebrazione della messa domenicale. 
Siamo io e tre signore della Pastorale carceraria. 
Entriamo in mezzo ai canti festosi dei detenuti che esprimono così la loro gioia di accogliere la nostra visita. 

Dietro di noi "entrano" tre sedie sgangherate per gli "ospiti", mentre i carcerati siedono per terra su un vecchio tappeto rosso, tutti a piedi scalzi per non sporcarlo ulteriormente e come segno di rispetto per noi. 
Per preparare l'altare, facciamo la "danza" della precedenza: uno si accosta al muto e gli altri passano, poi l'altro si mette di sbieco per lascir passare il primo ecc. 


Il perchè si capisce dalla foto: più di 40 persone in un corridoio di un metro per dieci. 

Ma la luce che brilla nel volto di tanti di loro dice che il Signore é presente anche in mezzo a tante "ristrettezze", sotto tutti i punti di vista.

La preghiera si fa sempre più intensa.…