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Il secondo = al primo !?

Il Vangelo di domenica 26 ottobre è un pò "rompiscatole": Matteo 22,34-40

Il dottore della legge che la sapeva lunga in materia di "Dio", vuole mettere in trappola Gesù: ...lo interrogò per metterlo alla prova:«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?»
Cioè, in parole semplici, cosa dobbiamo fare per far piacere a Dio e guadagnarci il Paradiso???

Gesù, che la sa più lunga del dottore della legge, gli offre prima la risposta che quello si aspettava: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.

Sì, perche amare Dio può essere, in fin dei conti, abbastanza semplice: Dio tace, Dio mi lascia credere che lo stia amando, mi lascia fare e rifare, rispetta la mia libertà e, se voglio, posso anche credere che sono un buon cristiano, un fedele mussulmano, un pio credente... 

Il guaio viene dopo, quando quel buon Maestro di Gesù non si ferma al primo comandamento, ma addirittura ha il coraggio di affermare che ne existe un secondo che è uguale al primo.
E quale sarà?
Pregare?
Digiunare?
Mortificarsi?
Fare opere eccellenti per Dio?
???
 
Semplicemente disarmante e alquanto deludente: Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso.


Si, amare l'uomo che vedo,
   l'uomo simpático e quello antipatico,
        il bello e il brutto,
            l'onesto e il disonesto,
                   il santo e il peccatore,
                        il bianco e il nero,
                                  il sano e il malato...

Insomma l'uomo concreto, quello che mi pesta i calli, che mi fa da concorrente, che mi ostacola, che mi fa soffrire... ogni uomo!
Questo amore è uguale a quello che ho per Dio.

Signore, non è un pò troppo questo? Eppure è quello che ci chiedi, mio Dio.
Grazie della fiducia che poni nell'uomo, chiedendogli di amare il fratello come ama Te, il Suo Creatore. 


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Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

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Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. (Gv 6,51).