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Visualizzazione dei post da Novembre, 2014

Maranathà, Vieni Signore Gesù

Maranathà, vieni Signore Gesù!
Vieni nel cuore di chi ti attende e lo sa;
vieni nel cuore di chi attende
e non lo sa.

Vieni nei Paesi in guerra;
Vieni per chi ha fame
di pane e di giustizia;

Vieni per chi è sazio e sta affogando in tanto benessere.
Vieni in chi ha il cuore ferito
e non trova pace.

Vieni nelle famiglie divise
e nelle famiglie che si amano
seppure in mezzo a tante difficoltà.

Vieni nella politica del mondo intero che sembra impazzita
nella spasmodica ricerca di potere e di denaro.

Vieni nella Chiesa stanca di camminare e in quella che, seppur zoppicante,
va avanti fiduciosa nella Tua Parola.

Vieni nella vita dei giovani spesso senza senso nè direzione,
vieni nella storia del mondo e reimpila di TE.

Vieni, vieni Signore Gesù.
Non tardare, perche senza di te non possiamo nulla.

La venditrice di arance

Oggi, tornando dalla città, il rosso di un semaforo mi ha fermato per pochi secondi in un incrocio che immetteva, da una strada secondaria, sulla via principale che attraversa la città di Maputo.
Un formicolio di gente, carretti, auto che correvano in tutte le direzioni.

In questo trambusto, il mio sguardo si è posato sul volto di una donna, la cui età sembrava avanzata ma non trascorsa.

Il volto era serio e fisso, quasi guardasse qualcuno o qualcosa in un'altra dimensione. Davanti a lei pochi mucchietti di arance, meticolosamente organizzati in gruppi di cinque...

Il suo corpo, seduto su uno sgabellino, in mezzo a quel corri-corri... parlava di stanchezza, sofferenza, povertà.
Gli occhi erano fissi nel vuoto, forse per staccarsi dal "peso" del lungo giorno, gravato dal caldo afoso di questa stagione.
Quando è scattato il verde, la "venditrice di arance" è stata ridestata alla realtà dal rimbombare delle auto che hanno ripreso la loro corsa.
... ma i tratti di que…

Khanimambo

Non è una distrazione il titolo di questo post che ripete esattamente il titolo del blog. Voglio proprio dire "khanimambo", "grazie" a Dio per il mio primo anno vissuto in terra mozambicana.
Sono arrivato in Mozambico il 22 novembre 2013.
Un anno... poco tempo per conoscere la realtà di questo Paese con una storia tanto ricca, articolata e sofferta.
Un anno... tanto tempo trascorso nell'intrecciare vite, storie di persone che Dio ha messo sul mio cammino!
Grazie a Dio...
- per la Comunità dei miei fratelli con cui vivo giorno per giorno, grazie per il loro amore e la loro attenzione nei miei confronti;
- grazie per le persone che ho conosciuto e per le storie che ho condiviso finora;
- grazie per i detenuti con cui lavoro giorno per giorno nella speranza di una loro reintegrazione effettiva;
- grazie per i poveri che incrocio e da cui apprendo tanto sul senso della vita e sulle cose "essenziali";
- grazie per i momenti di allegria e per quelli di diffico…

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Questa bellissima richiesta che Gesù ci ha lasciato nella preghiera del Padre Nostro è antica e sempre nuova! 
Ogni giorno sono tanti uomini che non hanno accesso neanche ad un pezzo di pane.

Grazie agli aiuti di alcuni amici, il sogno di offrire un panino anche ai carcerati si sta realizzando e, così, una volta a settimana, nella prigione di Marrecuene, Manhiça e Boane, stiamo condividendo pane e burro per tutti i detenuti.

Alcune donne della Pastorale Penitenziaria e della Legione di Maria, si rendono disponibili per animare la messa, insegnare i canti ai carcerati e anche per preparare il pane da offrire.

E il "calore" dell'amore di Dio accade ogni volta di nuovo e sempre più.























Profumo dell'amore

Il problema dell'igiene nelle carceri è molto serio, visto che i detenuti ricevono un pezzo di sapone di circa 10 cm ogni quindici giorni e con esso devono far tutto: lavare i vestiti, lavarsi e pulire il piatto di plastica in cui mangiano. 
Qualche giorno fa, ho offerto, nel carcere di Manhiça, delle saponette giunte dall'Italia tramite container. 
I carcerati le hanno ricevute con molta gratitudine e gioia. 


Appena posta nelle mani, la saponetta veniva portata al naso per sentire il profumo e i volti si aprivano al sorriso per quel piccolo segno di fraternità che, nel dono scambiato, attraversa i continenti e unisce popoli lontani. 

Ho spiegato ai carcerati che quel pezzo di sapone non contiene solo "sapone" ma è carico di amore:
l'amore di chi se ne è privato o lo ha comprato per offrirlo;
l'amore di chi lo ha preparato e confezionato per inviare il container;
l'amore di chi ha scaricato il container e di chi ha portato in carcere quel sapone;
l'amore di …