Passa ai contenuti principali

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Questa bellissima richiesta che Gesù ci ha lasciato nella preghiera del Padre Nostro è antica e sempre nuova! 
Ogni giorno sono tanti uomini che non hanno accesso neanche ad un pezzo di pane.

Grazie agli aiuti di alcuni amici, il sogno di offrire un panino anche ai carcerati si sta realizzando e, così, una volta a settimana, nella prigione di Marrecuene, Manhiça e Boane, stiamo condividendo pane e burro per tutti i detenuti.

Alcune donne della Pastorale Penitenziaria e della Legione di Maria, si rendono disponibili per animare la messa, insegnare i canti ai carcerati e anche per preparare il pane da offrire.

E il "calore" dell'amore di Dio accade ogni volta di nuovo e sempre più.























Commenti

Post popolari in questo blog

7 aprile, Festa della donna del Mozambico

Josina Machel (da nubile, Josina Muthemba ), in gioventù, ha integrato il movimento "Fronte di liberazione mozambicano" (FRELIMO) che ha lottato per l'indipendenza del suo paese. Nel 1969, sposò Samora Machel. Morì il 7 Aprile 1971, a causa di una malattia. Con l'indipendenza del Mozambico, questa data è stata istituita come Festa della Donna del Mozambico .
Josina è considerata un modello di ispirazione per il movimento delle donne. Nella lotta per la liberazione del Mozambico, ha svolto un ruolo molto importante. E' stata una delle fondatrici del distaccamento delle donne, Direttrice degli Affari sociali e responsabile della Sezione femminile presso il Dipartimento degli affari esteri della FRELIMO.  A Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, era a capo delle donne che si prendevano cura dei bambini rimasti orfani o i cui genitori erano assenti, perchè occupati nella lotta per la liberazione nazionale condotta dalla FRELIMO. 
Affrontando la questione delle donne e del…

Il regalo più bello

Il giorno del mio compleanno, ho vissuto una bella avventura della Provvidenza, lezione di vita che ti porti dentro e sulla quale pensare per molto tempo. 
Permettete che ve la racconti...

All'angolo della strada sterrata della nostra missione, ogni giorno da circa un anno, appare una mamma con il suo bambino "appeso" alle spalle. 
Il bambino si chiama Anderson e la mamma Artemisa. 
Sotto il sole cocente, tra i mulinelli sabbiosi della calura mozambicana o bagnata dalla pioggia stagionale... Artemisa è li a vendere la frutta per tirare avanti la situazione della sua famiglia. Il marito, infatti, ha perso il lavoro. 
Ho invitato Artemisa ad entrare nella nostra casa per mangiare un pezzo di dolce in occasione del mio compleanno. 
Dopo qualche ora viene con il suo bambino "alle spalle" e, appena si avvicina, mi mette tra le mani un pezzo di carta che avvolge un regalo. Lo apro e vi trovo 100 meticais (un euro e mezzo). 
Per Artemisa è il guadagno di una dura giornata di…

Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

Tante parole per esprimere lo stesso sentimento di gratitudine
che nobilita il cuore umano e che ci fa veramente figli di Dio: grazie!
Vedendo i molti segni di risposta che tanti di voi,
amici carissimi e fratelli di Comunità,
mi indirizzate,
attraverso la lettura dei post che pubblico sul mio blog, questa sera ho desiderato raggiungervi con il sentimento di gratitudine che sempre abita il mio cuore quando, attraverso questo strumento di comunicazione, possiamo rimanere in contatto a distanza intercontinentale.
Un vostro semplice + o un commento di poche parole su una notizia o una esperienza che ho pubblicato... è per me il segno che vale la pena condividere quanto Dio ci permette di sperimentare nella missione che Egli ci affida.
Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare.
Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. 
P. Antonio