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Khanimambo



Non è una distrazione il titolo di questo post che ripete esattamente il titolo del blog. Voglio proprio dire "khanimambo", "grazie" a Dio per il mio primo anno vissuto in terra mozambicana.
Sono arrivato in Mozambico il 22 novembre 2013.
Un anno... poco tempo per conoscere la realtà di questo Paese con una storia tanto ricca, articolata e sofferta.
Un anno... tanto tempo trascorso nell'intrecciare vite, storie di persone che Dio ha messo sul mio cammino!
Grazie a Dio...
- per la Comunità dei miei fratelli con cui vivo giorno per giorno, grazie per il loro amore e la loro attenzione nei miei confronti;
- grazie per le persone che ho conosciuto e per le storie che ho condiviso finora;
- grazie per i detenuti con cui lavoro giorno per giorno nella speranza di una loro reintegrazione effettiva;
- grazie per i poveri che incrocio e da cui apprendo tanto sul senso della vita e sulle cose "essenziali";
- grazie per i momenti di allegria e per quelli di difficoltà;
insomma... grazie per la vita spesa con Dio per Lui e per i fratelli.


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Ieri, tornando dalla città, mi sono fermato lungo la strada che conduce dal centro di Maputo alla periferia, per comprare delle banane. 
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Da lontano ne scelgo uno a caso. Avvicinandomi con la macchiana, intravedo un uomo seduto su di un muro, con il carrettino a pochi metri, e penso sia lui il proprietario. Normalmente all'avvicinarsi di un cliente, questi venditori subito corrono per non perdere l'occasione di vendere.  
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