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La venditrice di arance


Oggi, tornando dalla città, il rosso di un semaforo mi ha fermato per pochi secondi in un incrocio che immetteva, da una strada secondaria, sulla via principale che attraversa la città di Maputo.
Un formicolio di gente, carretti, auto che correvano in tutte le direzioni.

In questo trambusto, il mio sguardo si è posato sul volto di una donna, la cui età sembrava avanzata ma non trascorsa.

Il volto era serio e fisso, quasi guardasse qualcuno o qualcosa in un'altra dimensione. Davanti a lei pochi mucchietti di arance, meticolosamente organizzati in gruppi di cinque...

Il suo corpo, seduto su uno sgabellino, in mezzo a quel corri-corri... parlava di stanchezza, sofferenza, povertà.
Gli occhi erano fissi nel vuoto, forse per staccarsi dal "peso" del lungo giorno, gravato dal caldo afoso di questa stagione.
Quando è scattato il verde, la "venditrice di arance" è stata ridestata alla realtà dal rimbombare delle auto che hanno ripreso la loro corsa.
... ma i tratti di quel volto sono rimasti dentro di me e si sono trasformati in preghiera.



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