Passa ai contenuti principali

Non c'era posto per loro...


 
Come 2000 anni fa anche oggi si ripete il mistero del "posto" che manca per accogliere Gesù.
Nel carcere di Marracuene, uno dei quattro istituti penitenziari che accompagno, lo spazio ufficiale è previsto per 20 carcerati e ce ne sono 60, in tre stanze di 3 metri per 4 e un corridoio di 10 metri per 1.
Come accogliere Gesù Bambino celebrando in uno spazio così angusto?
Non c'è posto...
L'abbiamo trovato fuori dal carcere stesso, transformando il piccolo cortile in una cattedrale. Abbiamo chiesto in prestito una rete frangisole e delle sedie.
Un pò di giornali tagliati e intrecciati e dei disegni colorati dagli stessi carcerati per fare coreografia.
I... e il carcere si è trasformato in cattedrale!!!

 
 
 
L'entrata del carcere addobbata a festa 





Tante mamme della legione di Maria hanno  aiutato a vivere meglio la festa






Ascolto attento della Parola di Dio: Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande Luce (Isaia)



Cantando le lodi del Signore sotto un sole di oltre 40 gradi che attraversava bene anche la rete frangisole...







Il bacio a Gesù Bambino, momento intenso di commozione.
Cosa avrà detto il Bambino a quei cuori feriti dei carcerati che lo hanno baciato?









La festa è continuata con il pranzo di Natale e il classico dono: ogni carcerato ha ricevuto un tubetto di dentifricio e abbiamo anche regalato due ventilatori perche si possa resistere meglio al caldo afoso.
Buon Natale.

Commenti

Post popolari in questo blog

7 aprile, Festa della donna del Mozambico

Josina Machel (da nubile, Josina Muthemba ), in gioventù, ha integrato il movimento "Fronte di liberazione mozambicano" (FRELIMO) che ha lottato per l'indipendenza del suo paese. Nel 1969, sposò Samora Machel. Morì il 7 Aprile 1971, a causa di una malattia. Con l'indipendenza del Mozambico, questa data è stata istituita come Festa della Donna del Mozambico .
Josina è considerata un modello di ispirazione per il movimento delle donne. Nella lotta per la liberazione del Mozambico, ha svolto un ruolo molto importante. E' stata una delle fondatrici del distaccamento delle donne, Direttrice degli Affari sociali e responsabile della Sezione femminile presso il Dipartimento degli affari esteri della FRELIMO.  A Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, era a capo delle donne che si prendevano cura dei bambini rimasti orfani o i cui genitori erano assenti, perchè occupati nella lotta per la liberazione nazionale condotta dalla FRELIMO. 
Affrontando la questione delle donne e del…

Il regalo più bello

Il giorno del mio compleanno, ho vissuto una bella avventura della Provvidenza, lezione di vita che ti porti dentro e sulla quale pensare per molto tempo. 
Permettete che ve la racconti...

All'angolo della strada sterrata della nostra missione, ogni giorno da circa un anno, appare una mamma con il suo bambino "appeso" alle spalle. 
Il bambino si chiama Anderson e la mamma Artemisa. 
Sotto il sole cocente, tra i mulinelli sabbiosi della calura mozambicana o bagnata dalla pioggia stagionale... Artemisa è li a vendere la frutta per tirare avanti la situazione della sua famiglia. Il marito, infatti, ha perso il lavoro. 
Ho invitato Artemisa ad entrare nella nostra casa per mangiare un pezzo di dolce in occasione del mio compleanno. 
Dopo qualche ora viene con il suo bambino "alle spalle" e, appena si avvicina, mi mette tra le mani un pezzo di carta che avvolge un regalo. Lo apro e vi trovo 100 meticais (un euro e mezzo). 
Per Artemisa è il guadagno di una dura giornata di…

Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

Tante parole per esprimere lo stesso sentimento di gratitudine
che nobilita il cuore umano e che ci fa veramente figli di Dio: grazie!
Vedendo i molti segni di risposta che tanti di voi,
amici carissimi e fratelli di Comunità,
mi indirizzate,
attraverso la lettura dei post che pubblico sul mio blog, questa sera ho desiderato raggiungervi con il sentimento di gratitudine che sempre abita il mio cuore quando, attraverso questo strumento di comunicazione, possiamo rimanere in contatto a distanza intercontinentale.
Un vostro semplice + o un commento di poche parole su una notizia o una esperienza che ho pubblicato... è per me il segno che vale la pena condividere quanto Dio ci permette di sperimentare nella missione che Egli ci affida.
Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare.
Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. 
P. Antonio