Passa ai contenuti principali

Saulo Mozambicano

Domani, 25 gennaio, la Chiesa Cattolica festeggia la conversione di Saulo che divenne San Paolo, un persecutore si trasformò in evangelizzatore, un oppositore in discepolo, un nemico della croce in annunziatore coraggioso dell'amore di Dio.

La tradizione artistica ama rappresentare questa conversione con l'immagine della "caduta da cavallo", pensando che Saulo, sulla via di Damasco, ove si trovava secondo il racconto biblico, stesse andando a cavallo in direzione della città. 
Insomma... niente è impossibile a Dio.

In uno dei carceri in cui presto servizio ho conosciuto "Saulo Mozambicano" (uno pseudonimo per ovvie ragioni).
Un giovane che ha fatto esperienza della droga pesante, è stato avvinto dalla spirale della violenza, ha conosciuto la vita della strada, il carcere varie volte... come lui stesso dice, ha toccato il fondo... fino a dormire "dove un uomo non può dormire"!!!

Ma questa volta Dio lo ha buttato giù dal cavallo. 
"Saulo Mozambicano" nella sofferenza e nella solitudine del carcere si è aperto all'amore di Dio, ha cominciato a pregare il rosario con la nostra comunità cattolica, a leggere la Bibbia e, pian piano, la conversione è arrivata.
 
Ora frequenta attivamente la comunità cristiana, è animatore di un gruppo di preghiera "Roda Vida" da lui stesso fondato per aiutare altri giovani ad uscire dalla droga che, purtroppo, circola anche nelle mura del carcere. La terapia usata? Rosario, Bibbia, fraternità, lavoro!
Il gruppo Roda Vida cresce, cresce in numero e in qualità e "Saulo Mozambicano" è felice di essere uno strumento nelle mani di Dio.
Pochi giorni fa ho parlato con la mamma che mi ha detto: "Padre non riconosco più mio figlio. Non è più lo stesso. Persino il suo volto è cambiato".
Sarà la Luce di Cristo che brilla di nuovo sul volto di questo giovane? Io credo di sì e con voi tutti lodo Dio per le Sue meraviglie.
La storia della Salvezza continua!!!



Commenti

Post popolari in questo blog

Il piccolo venditore di banane

Ieri, tornando dalla città, mi sono fermato lungo la strada che conduce dal centro di Maputo alla periferia, per comprare delle banane. 
Le bancarelle di frutta sono dei carrettini tirati dalle persone, stazionati lungo la strada uno dietro all'altro. 
Da lontano ne scelgo uno a caso. Avvicinandomi con la macchiana, intravedo un uomo seduto su di un muro, con il carrettino a pochi metri, e penso sia lui il proprietario. Normalmente all'avvicinarsi di un cliente, questi venditori subito corrono per non perdere l'occasione di vendere.  
Stranamente il mio non si muove. Fermo la macchina e lo guardo per pochi secondi, chiamandolo con lo sguardo meravigliato per il fatto che non si avvicinasse. 
Mentre guardo indietro fissando quell'uomo, mi appare dal finestrino della macchina un pezzo di volto di un bambino che, per la poca altezza, non raggiunge neanche il finestrino. 
La mia sorpresa è stata grande quando gli ho chiesto se fosse lui il venditore di banane. "Si" - …

7 aprile, Festa della donna del Mozambico

Josina Machel (da nubile, Josina Muthemba ), in gioventù, ha integrato il movimento "Fronte di liberazione mozambicano" (FRELIMO) che ha lottato per l'indipendenza del suo paese. Nel 1969, sposò Samora Machel. Morì il 7 Aprile 1971, a causa di una malattia. Con l'indipendenza del Mozambico, questa data è stata istituita come Festa della Donna del Mozambico .
Josina è considerata un modello di ispirazione per il movimento delle donne. Nella lotta per la liberazione del Mozambico, ha svolto un ruolo molto importante. E' stata una delle fondatrici del distaccamento delle donne, Direttrice degli Affari sociali e responsabile della Sezione femminile presso il Dipartimento degli affari esteri della FRELIMO.  A Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, era a capo delle donne che si prendevano cura dei bambini rimasti orfani o i cui genitori erano assenti, perchè occupati nella lotta per la liberazione nazionale condotta dalla FRELIMO. 
Affrontando la questione delle donne e del…

Il regalo più bello

Il giorno del mio compleanno, ho vissuto una bella avventura della Provvidenza, lezione di vita che ti porti dentro e sulla quale pensare per molto tempo. 
Permettete che ve la racconti...

All'angolo della strada sterrata della nostra missione, ogni giorno da circa un anno, appare una mamma con il suo bambino "appeso" alle spalle. 
Il bambino si chiama Anderson e la mamma Artemisa. 
Sotto il sole cocente, tra i mulinelli sabbiosi della calura mozambicana o bagnata dalla pioggia stagionale... Artemisa è li a vendere la frutta per tirare avanti la situazione della sua famiglia. Il marito, infatti, ha perso il lavoro. 
Ho invitato Artemisa ad entrare nella nostra casa per mangiare un pezzo di dolce in occasione del mio compleanno. 
Dopo qualche ora viene con il suo bambino "alle spalle" e, appena si avvicina, mi mette tra le mani un pezzo di carta che avvolge un regalo. Lo apro e vi trovo 100 meticais (un euro e mezzo). 
Per Artemisa è il guadagno di una dura giornata di…