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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2015

Prendi e offri

Prendi suvvia, tuo figlio, il tuo figlio unico che ami tanto, Isacco, e fa un viaggio nel paese di Moria e là offrilo come olocausto su uno dei monti che io ti designerò.

In questa seconda domenica della quaresima mi trovo davanti al mio Isacco e al mio Dio che mi chiede qual è la mia priorità: Dio o i suoi doni, il Donatore o i suoi "regali".
Isacco è il dono di Dio per il vecchio Abramo, il figlio della promessa, l'atteso, il desiderato, il promesso... la vita stessa di Abramo.

Eppure davanti alla richiesta, assurda secondo la logica umana, di offrirlo in olocausto, il vecchio Abramo non fiata neppure.
Si mette in cammino. Duro cammino della vita che mi riserva spesso di sacrificare ciò che più mi sta a cuore e che mi sembra logico, corretto, normale, buono, vantaggioso!

Su quel monte tutti dobbiamo salire e spesso, perché sono tante e varie le volte in cui la vita, Dio, il destino, le situazioni... ci chiedono di offrire qualcosa che proprio ci costa!

Quanto è duro quel…

Missangas

"Missangas" é il nome delle perline con cui si possono fare tanti oggetti interessanti, non solo collane e braccialetti.



Durante questa settimana, grazie al sostegno a distanza di una famiglia benefattrice italiana, abbiamo aperto, nel Carcere Centrale di Maputo, un laboratorio di missangas chiamato "Missang'arte".


7 giovani, accompagnati da un maestro in questa arte, hanno cominciato a cimentarsi con filo di rame, pinze, perline e ... tanta fantasia!

Le foto che seguono illustrano i primi passi di un qualche cosa che potrá essere, oltre che un aiuto durante la detenzione, un futuro lavoro per questi carcerati quando termineranno la pena.

Gli oggetti prodotti nel laboratorio di Missang´arte si uniscono ai vasi in carta di giornale e altri lavori di reciclaggio "artistico" per essere una fonte di sostegno per i carcerati piú bisognosi che devono pagare multe e costi processuali o aiutare la famiglia.
Una chance in piú per annuncaire che Dio é amore... C…

Gli perdono di vero cuore!

Sono stato a celebrare la messa in carcere e alla fine della preghiera ho chiesto ai fratelli detenuti di fare il bilancio delle attività vissute l'anno scorso e offrire suggerimenti per questo nuovo anno, 2015.

Si alza, fra i tanti, quasi alla fine, Alberto e chiede per la seconda volta la parola. Il suo volto lascia trasparire una "luce" particolare. I suoi occhi sono brillanti a causa di una improvvisa commozione...
Gli passo la parola e lui comincia la sua "confessione pubblica".

"Io voglio chiedere perdono a Dio non solo per il peccato che mi ha condotto in carcere ma perché, durante l'interrogatorio della polizia, sotto "pressione" (alias...), ho fatto il nome di un innocente che si trova in carcere a causa mia e non c'entra niente".

Mentre dice queste parole indica il giovane Carlos, seduto accanto a lui e comincia a piangere.
Chiede perdono a Carlos in pubblico e anch'io mi ritrovo in una situazione in cui a stento riesco …