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Gli perdono di vero cuore!

Sono stato a celebrare la messa in carcere e alla fine della preghiera ho chiesto ai fratelli detenuti di fare il bilancio delle attività vissute l'anno scorso e offrire suggerimenti per questo nuovo anno, 2015.

Si alza, fra i tanti, quasi alla fine, Alberto e chiede per la seconda volta la parola. Il suo volto lascia trasparire una "luce" particolare. I suoi occhi sono brillanti a causa di una improvvisa commozione...
Gli passo la parola e lui comincia la sua "confessione pubblica".

"Io voglio chiedere perdono a Dio non solo per il peccato che mi ha condotto in carcere ma perché, durante l'interrogatorio della polizia, sotto "pressione" (alias...), ho fatto il nome di un innocente che si trova in carcere a causa mia e non c'entra niente".

Mentre dice queste parole indica il giovane Carlos, seduto accanto a lui e comincia a piangere.
Chiede perdono a Carlos in pubblico e anch'io mi ritrovo in una situazione in cui a stento riesco a riprendere la parola per chiedere a Carlos che cosa ne pensa.
 
"Gli perdono di vero cuore": queste sono state le uniche parole che Carlos, con un tono umile e fraterno ha rivolto ad Alberto.
Li ho fatti venire accanto a me, li ho abbracciati uno alla volta e ho stretto le loro mani nelle mie, invitando tutti i presenti a ringraziare Dio per quel momento di "Vangelo vissuto" che il Signore ci stava regalando.

Chiedere perdono in pubblico con umiltà alla propria vittima e offrire il perdono con tanta serenità - ho sottolineato - è già il Regno di Dio presente in mezzo a noi, il cielo sulla terra, è libertà autentica nonostante siamo ancora nel carcere.
Alberto e Carlos, pur dovendo ora affrontare il processo, sono liberi nel loro cuore. Gesù ha già vinto sul male che li attanaglia.

I due giovani si sono stretti la mano dinanzi a tutti noi, mentre una signora della Legione di Maria, membro della pastorale carceraria, ha intonato un cantico di lode alla Vergine, tra le lacrime di gioia e la commozione tutti i presenti. 



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