Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Marzo, 2015

Correre per vivere

L'altro giorno ero imbittogliato nel traffico di Maputo mentre mi recavo nel carcere centrale per la mia visita del mercoledì. 
In macchina, nello scorrere lento e faticoso della coda, sotto il sole caldissimo dell'estate mozambicana, osservavo il via vai delle persone sgranando il rosario. Posso così popolare la mia preghiera con storie di persone che solo sfioro con uno sguardo mentre
ognuna incrocia in qualche modo la mia vita, anche se solo da lontano.

I semafori pullulano di giovani che vendono oggetti di ogni tipo e specie...
Approfittando del rosso, si avvicinano e propongono con un sorriso la loro merce. 
Noi bianchi siamo tutti "boss" o "patrao" (padrone) e ogni volta mi diverto a sorprenderli spiegando che sono un "padre" e non un "padrone". 
Allora mi fanno un sorriso, mi chiedono scusa e intanto approfitto per offrire loro una parola fraterna in mezzo a tanta indifferenza cittadina. 
Mi colpisce una scena. 
Un giovane si avvicina a…

Jà não tenho mais pecados...

Oggi sono stato per le confessioni pasquali nella cappella di Sant'Agostino. 
Uno degli ultimi penitenti a confessarsi era un ragazzino. 

Si avvicina con una certa titubanza e con voce bassa comincia la confessione. 

Alla fine, dopo aver ricevuto il perdono dei peccati, mentre lo saluto dandogli la mano, vedo che i suoi occhi sono "lucidi"... non molla la mia mano e allora gli chiedo: 
"come ti senti?, stai bene?" e lui, guardandomi con uno sguardo profondo ma allo stesso tempo assente, come se fosse assorto in altri pensieri mi dice: 
"Jà não tenho mais pecados" (Non ho più nessun peccato). 
E io gli ho confermato che con la confessione i suoi peccati sono stati tutti perdonati. 
Mi ha fatto un bel sorriso ed è andato via tutto felice. 
Grazie Signore perchè hai rivelato queste cose ai piccoli...

...i nostri angeli...

Quaresima, tempo di conversione e di amore più intenso che si fa carità tangibile.
Con questi sentimenti ci siamo messi in viaggio, io, suor Aida, il signor Paolo e la signora Elena, tutti membri della pastorale carceraria.

Destinazione: visita ad un carcere distrettuale di Maputo nel quale non svolgiamo attività regolari per via della distanza.
Quattro ore di viaggio per arrivarci, percorrendo una strada tutta costellata di piccole e medie buche che "massaggiano" ben bene la schiena... cullata poi dalle leggere onde della laguna che si attraversa con un rustico battello...





Il carcere è una "attempata" struttura dei tempi coloniali che accoglie attualmente una quarantina di carcerati che dormono per terra, su vecchie stuoie.


Le pareti sono l'unico "armadio" dal quale pendono sacchi di plastica che raccontano una storia di povertà!


Seduti per terra, all'ombra dell'unico albero del piccolo cortile, ho cercato di "annunciare" la Storia del…