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Correre per vivere

L'altro giorno ero imbittogliato nel traffico di Maputo mentre mi recavo nel carcere centrale per la mia visita del mercoledì. 
In macchina, nello scorrere lento e faticoso della coda, sotto il sole caldissimo dell'estate mozambicana, osservavo il via vai delle persone sgranando il rosario. Posso così popolare la mia preghiera con storie di persone che solo sfioro con uno sguardo mentre
ognuna incrocia in qualche modo la mia vita, anche se solo da lontano.

I semafori pullulano di giovani che vendono oggetti di ogni tipo e specie...
Approfittando del rosso, si avvicinano e propongono con un sorriso la loro merce. 
Noi bianchi siamo tutti "boss" o "patrao" (padrone) e ogni volta mi diverto a sorprenderli spiegando che sono un "padre" e non un "padrone". 
Allora mi fanno un sorriso, mi chiedono scusa e intanto approfitto per offrire loro una parola fraterna in mezzo a tanta indifferenza cittadina. 
Mi colpisce una scena. 
Un giovane si avvicina ad un auto per vendere un credito telefonico.
L'autista sembra interessato e, mentre osserva il prodotto, fa avanzare l'auto...
Il giovane - che non vuole perdere il "mercato" - comincia a correre in modo sempre più agitato, perchè l'auto aumenta la sua velocità. 
Mentre corre, il giovane venditore tende a fatica la merce all'autista "spietato" che accelera... e il giovane corre, corre sempre di più... assicurando con una mano lo zaino alle sue spalle e, con l'altra, tenendo la merce nel finestrino dell'auto. Attraversa un pericoloso incrocio sempre di corsa e, dopo il semaforo, la macchina sfreccia via lasciando il venditore nell'affanno del correre sotto il cocente sole e a mani vuote!!!

Un senso di tristezza è calato nel mio cuore ed ho pensato che la povertà è proprio una brutta bestia. 
Quel giovane aveva il volto di uno che è in età scolare eppure... passa il giorno a correre dietro le macchine cercando di strappare la vita con un duro lavoro. Correre, per vivere. Ma fino a quando?


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