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Brevi dal carcere...

Carissimi amici, 
con qualche foto vi aggiorno su alcune attività che stiamo portando avanti con i fratelli detenuti. 

Doni della Provvidenza: sedie...
Un benefattore amico - che vuole accompagnare le attività di formazione proposte dal "Laboratorio della libertà (il programma di riabilitazione ideato per i fratelli detenuti) - ci ha donato 50 sedie per arredare la nostra nuova sede del Laboratorio: un'ala di un capannone dove c'erano vecchie macchine per tessere. Ora qui "si tesse" la vita nuova di molti giovani e adulti che chiedono aiuto per la loro riabilitazione socio-familiare.







Doni della Provvidenza: lavagna...

La Direzione del carcere ci ha offerto una nuova lavagna (Foto 1) che sostituisce una piccola e sgangherata lavagna con cui abbiamo studiato per vari mesi (Foto 2)

Foto 1


Foto 2


Doni della Provvidenza: tendone...

In uno dei carceri provinciali, grazie ad un altro amico benefattore, abbiamo potuto montare un tendone che protegge dal caldo afoso e ci permette di celebrare fuori dalla piccola cella. 





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Ieri, tornando dalla città, mi sono fermato lungo la strada che conduce dal centro di Maputo alla periferia, per comprare delle banane. 
Le bancarelle di frutta sono dei carrettini tirati dalle persone, stazionati lungo la strada uno dietro all'altro. 
Da lontano ne scelgo uno a caso. Avvicinandomi con la macchiana, intravedo un uomo seduto su di un muro, con il carrettino a pochi metri, e penso sia lui il proprietario. Normalmente all'avvicinarsi di un cliente, questi venditori subito corrono per non perdere l'occasione di vendere.  
Stranamente il mio non si muove. Fermo la macchina e lo guardo per pochi secondi, chiamandolo con lo sguardo meravigliato per il fatto che non si avvicinasse. 
Mentre guardo indietro fissando quell'uomo, mi appare dal finestrino della macchina un pezzo di volto di un bambino che, per la poca altezza, non raggiunge neanche il finestrino. 
La mia sorpresa è stata grande quando gli ho chiesto se fosse lui il venditore di banane. "Si" - …

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Mi ha venduto le banane e, prima di ripartire, è andato dietro la bancarella a cercare qualcosa. 
Si è riavvicinalo allo sportello dell'auto e mi ha porto una bella banana, dicendo: "isto é bacela" (questo è un regalo). 
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