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5+2= 5000 ...ovvero la matematica di Dio!!!


Domenica scorsa abbiamo letto in carcere il Vangelo della moltiplicazione dei cinque pani e due pesci. 
- Come ha potuto Gesù condividere 5 pani e due pesci con più di 5000 persone? 
- Qual è stato il segreto?
- Che tipo di operazione Dio fa per ottenere questi originali risultati?

Con queste domande ci siamo lasciati interpellare dalla Parola del Vangelo. 
Alla fine siamo arrivati a capire che il segreto di quel "miracolo" non è tanto la capacità dell'Onnipotenza di Dio di "moltiplicare" il pane posto nelle sue mani (Egli è Dio e può fare questo ed altro!) quanto la scelta coraggiosa del giovane di cui parla il Vangelo che ha saputo condividere quel poco che aveva. 

Senza la "con-divisione" non c'è moltiplicazione. 
Dio fa proprio così... 5 pani +2 pesci = cibo a sufficienza per 5000 e più persone!!!
Se c'è fame nel mondo non è certo per mancanza di cibo o perchè siamo molti. 
Statistiche oggettive e scientifiche dimostrano la capacità della nostra terra di "sfamare" più di 20 miliardi di persone, se la produzione rispetta le leggi della natura e della fraternità che sa condividere e non accaparrare egoisticamente.  
La fame nel mondo è figlia dell'egoismo che non sa e non vuole condividere. 
La matematica di Dio, invece, ci insegna che dividere serve per moltiplicare. Chi condivide sfama e si sfama. 
Alla fine ho chiesto ai carcerati di non ricevere solo il pezzo di pane che offriamo ogni sabato a tutti loro, ma ognuno di essi è stato invitato a prendere un pane fresco dal sacco e ad offrirlo al suo vicino, cantando grazie a Dio che quel pane lo elargisce abbondantemente all'umanità. 
E' stato un momento di festa e quel pezzo di pane aveva un altro sapore: quello della fraternità che condivide. 




Commenti

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Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

Tante parole per esprimere lo stesso sentimento di gratitudine
che nobilita il cuore umano e che ci fa veramente figli di Dio: grazie!
Vedendo i molti segni di risposta che tanti di voi,
amici carissimi e fratelli di Comunità,
mi indirizzate,
attraverso la lettura dei post che pubblico sul mio blog, questa sera ho desiderato raggiungervi con il sentimento di gratitudine che sempre abita il mio cuore quando, attraverso questo strumento di comunicazione, possiamo rimanere in contatto a distanza intercontinentale.
Un vostro semplice + o un commento di poche parole su una notizia o una esperienza che ho pubblicato... è per me il segno che vale la pena condividere quanto Dio ci permette di sperimentare nella missione che Egli ci affida.
Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare.
Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. 
P. Antonio  

"Pane della Vita e pane di vita"

Sembrerebbe, a primo acchito, una ridondanza linguistica, ma non lo è affatto!
Pane della vita, per noi che crediamo in Gesù Cristo, Figlio di Dio Vivente, Verbo di Dio incarnato, è l’Eucaristia, il Pane per eccellenza che dà la Vita in abbondanza, quella vera, quella che ti riempie, quella che ti sazia, quella – cioè – che tutti cercano ma non sempre trovano!
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. (Gv 6,51).

Date loro "voi stessi" da mangiare

Il brano di San Matteo (14,13-21) - propostoci per la diciottesima domenica del tempo ordinario - è davvero "straordinario"... come ogni pagina del Vangelo! Si tratta della com-passione di Gesù per gli uomini del suo tempo, segno dell'amore folle di Dio per gli uomini di ogni tempo e quindi per noi tutti. Gesù è afflitto per la morte di Giovanni Battista, cugino e profeta antecessore del Messia. Il dolore che sempre tenta di stringere il cuore dell'uomo nella morsa dell'autocommiserazione e del ripiegamento, non riesce a vincere il cuore misericordioso di Gesù che rimane com-passivo. Gesù vede la folla che lo ha seguito a piedi e si commuove, ne sente la passione dolorosa, ne vive interiormente il dramma della fame di Dio e di pane. Si intenerisce e comincia a guarire gli ammalati e quando giunge il momento del congedo, dinanzi alla "avveduta" preoccupazione degli apostoli di rimandare a casa la folla (dicasi folla di 5000 uomini senza contare donne e ba…