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GO UP...

GO UP TO THE HILLS, BRING WOOD, AND BUILD THE HOUSE!

Salite sul monte, portate legname, ricostruite la mia casa
Questo il titolo e il tema della prima omelia in inglese nell'ambito della pastorale carceraria nel Carcere Centrale di Maputo.
Oggi ci siamo riuniti, per la prima volta, con un gruppo di carcerati provenienti da paesi di lingua inglese per cominciare un cammino spirituale e umano di riabilitazione: una nuova frontiera ricca di sfide e di nuove relazioni.
Un gruppo di 15 carcerati di origine sudafricana e nigeriana erano presenti alla messa.
La prima lettura di oggi, il profeta Aggeo (capitolo 1, versetti 1 a 5) ci ha illuminato, incoraggiato e stimolato nel cammino intrapreso.
Salire sul monte della presenza di Dio, sul luogo da cui è possibile vedere la nostra vita con gli occhi di Dio. Dall'alto, guardare la nostra storia di peccatori e di "carcerati" del male. Dio ci guarda con misericordia e ci invita a portare legname, a usare il nostro materiale personale (capacità, talenti...) per realizzare una nuova opera d'arte nella nostra esistenza.
La vecchia vita è chiamata a diventare un capolavoro della grazia di Dio: questo è costruire la Casa, la Dimora di Dio, il Luogo della Sua Presenza in mezzo al popolo. Costruire la casa del mio corpo, della mia anima, della mia esistenza perché Dio vi possa abitare perché... "La Gloria di Dio è l'uomo vivente"!
Ci siamo lasciati in un clima di festa e di condivisione, facendo il programma del nostro cammino "insieme": ci incontreremo due volte al mese, una per leggere e meditare la Parola di Dio e una seconda volta per celebrare la messa in inglese.
Di seguito il testo dell'omelia.
Ricordateci nella preghiera! Thanks


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Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

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Date loro "voi stessi" da mangiare

Il brano di San Matteo (14,13-21) - propostoci per la diciottesima domenica del tempo ordinario - è davvero "straordinario"... come ogni pagina del Vangelo! Si tratta della com-passione di Gesù per gli uomini del suo tempo, segno dell'amore folle di Dio per gli uomini di ogni tempo e quindi per noi tutti. Gesù è afflitto per la morte di Giovanni Battista, cugino e profeta antecessore del Messia. Il dolore che sempre tenta di stringere il cuore dell'uomo nella morsa dell'autocommiserazione e del ripiegamento, non riesce a vincere il cuore misericordioso di Gesù che rimane com-passivo. Gesù vede la folla che lo ha seguito a piedi e si commuove, ne sente la passione dolorosa, ne vive interiormente il dramma della fame di Dio e di pane. Si intenerisce e comincia a guarire gli ammalati e quando giunge il momento del congedo, dinanzi alla "avveduta" preoccupazione degli apostoli di rimandare a casa la folla (dicasi folla di 5000 uomini senza cont