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Cidio

Cidio è un ragazzo di strada di 14 anni.
Pochi giorni fa, Silas, un giovane che vive raccogliendo bottiglie di plastica e lattine in un immondezzaio non lontano da casa nostra, accoglie Cidio nella sua casa di cartone, vicino all'immondezzaio, e il giorno dopo lo mette in contatto con la nostra missione perché possiamo aiutarlo.
Abbiamo cercato per due giorni i genitori di Cidio e abbiamo finalmente trovato una zia.
Questa ci ha messo in contatto con il papà di Cidio, un uomo sulla quarantina che, dopo la morte della sposa, la mamma di Cidio, si è unito ad una seconda donna che non ha mai amato né accettato Cidio e lo ha più volte maltrattato. Cidio, di indole molto tranquillo e educato, ha preferito scappare di casa e da oltre un mese vive per strada.
Abbiamo chiesto al papà di affidare Cidio momentaneamente alle cure di una zia, sorella della mamma del ragazzo, che gli vuole molto bene. Purtroppo le condizioni economiche di questa signora non le permettono di accogliere stabilmente il ragazzo e di farsi carico anche di lui.
Ora stiamo cercando una struttura che possa accogliere Cidio per offrirgli un futuro migliore.

Commenti

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Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

Tante parole per esprimere lo stesso sentimento di gratitudine
che nobilita il cuore umano e che ci fa veramente figli di Dio: grazie!
Vedendo i molti segni di risposta che tanti di voi,
amici carissimi e fratelli di Comunità,
mi indirizzate,
attraverso la lettura dei post che pubblico sul mio blog, questa sera ho desiderato raggiungervi con il sentimento di gratitudine che sempre abita il mio cuore quando, attraverso questo strumento di comunicazione, possiamo rimanere in contatto a distanza intercontinentale.
Un vostro semplice + o un commento di poche parole su una notizia o una esperienza che ho pubblicato... è per me il segno che vale la pena condividere quanto Dio ci permette di sperimentare nella missione che Egli ci affida.
Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare.
Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. 
P. Antonio  

"Pane della Vita e pane di vita"

Sembrerebbe, a primo acchito, una ridondanza linguistica, ma non lo è affatto!
Pane della vita, per noi che crediamo in Gesù Cristo, Figlio di Dio Vivente, Verbo di Dio incarnato, è l’Eucaristia, il Pane per eccellenza che dà la Vita in abbondanza, quella vera, quella che ti riempie, quella che ti sazia, quella – cioè – che tutti cercano ma non sempre trovano!
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. (Gv 6,51).

Date loro "voi stessi" da mangiare

Il brano di San Matteo (14,13-21) - propostoci per la diciottesima domenica del tempo ordinario - è davvero "straordinario"... come ogni pagina del Vangelo! Si tratta della com-passione di Gesù per gli uomini del suo tempo, segno dell'amore folle di Dio per gli uomini di ogni tempo e quindi per noi tutti. Gesù è afflitto per la morte di Giovanni Battista, cugino e profeta antecessore del Messia. Il dolore che sempre tenta di stringere il cuore dell'uomo nella morsa dell'autocommiserazione e del ripiegamento, non riesce a vincere il cuore misericordioso di Gesù che rimane com-passivo. Gesù vede la folla che lo ha seguito a piedi e si commuove, ne sente la passione dolorosa, ne vive interiormente il dramma della fame di Dio e di pane. Si intenerisce e comincia a guarire gli ammalati e quando giunge il momento del congedo, dinanzi alla "avveduta" preoccupazione degli apostoli di rimandare a casa la folla (dicasi folla di 5000 uomini senza contare donne e ba…