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Dov'è o morte il tuo pungiglione?

Pochi giorni fa sono stato chiamato urgentemente al capezzale di Martins (pseudonimo), un ammalato di HIV in fin di vita. Martins voleva rincontrarsi con la misericordia di Dio.
Cristiano di vecchia data, ma lontano dai sacramenti da molti anni a causa delle varie vicissitudini di vita, quella di Martins è una esistenza scandita dal dolore.
Abbandonato dalla moglie e madre dei suoi 5 figli, ha trovato una nuova amica che, dopo avergli trasmesso la fatale malattia, lo ha abbandonato.
Quando arrivo nella sua povera e semplice casa, mi viene incontro José, il secondogenito che si prende cura del papà insieme ai suoi fratellini di 7, 9 e 11 anni.
Al vedere il volto giovanile e già maturo di José, mi assale una commozione profonda, specialmente quando gli chiedo: "come va? Cosa fate per vivere?"
"Padre" - mi risponde - "stia tranquillo, al mattino faccio i miei 'biscatos' (in portoghese corrente 'lavoretti') e con quello che guadagno sostengo la famiglia. Non viviamo nella miseria".
Che dignità, che parole mature sulla bocca di un giovanotto!!!
Martins ha ricevuto i sacramenti e si è riconciliato con Dio e con i fratelli. Dopo una settimana arriva la notizia della sua morte.
Mi reco nella casa del defunto e il corpo è sistemato per terra, su una vecchia coperta, protetto da un vecchio lenzuolo e con una vecchia candela già quasi completamente consumata.
Nel buio di quell'angolo di mondo, dinanzi al quel cadavere coperto, ho chiesto di poter scoprire almeno il volto per marcarlo con il segno della croce.
In quel silenzio... ho pensato che seppur la malattia e la povertà hanno strappato la vita a Martins, Dio ha accolto la sua anima nella sua infinita Misericordia, e con San Paolo chiedo alla morte: "Dov'è o morte il tuo pungiglione?".
La morte è stata vinta dalla vita. Cristo vive e anche Martins vive ora una nuova vita nella pace di Dio, libero dalle numerose sofferenze che hanno scandito la sua esistenza terrena.
Riposa in pace Martins e dal cielo veglia sui tuoi figli.




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