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Casa della Misericordia

Sta partendo il progetto per l'accoglienza e la reintegrazione degli ex detenuti "Casa della misericordia".
L'Arcivescovo di Maputo, Mons. Francisco Chimoio, ha dato la sua benedizione per l'inizio di questo "sogno" che stiamo avviando come Pastorale Penitenziaria diocesana.

Infatti una delle principali sfide che abbiamo davanti è avere un luogo, fuori dalle carceri, nel quale gli ex detenuti, a maggioranza giovani dai 17 ai 22 anni, possano trovare, dopo il percorso di formazione nel programma "Laboratorio della libertà" compiuto in carcere, un centro dove poter sostare un tempo, continuando a "riciclarsi" con studio, lavoro, preghiera e vita comunitaria, per poter reintegrare la società e la famiglia.





Abbiamo ricevuto un terreno di un ettaro dall'Amministrazione comunale di Marracuene per questa finalità.



Con un gruppo di 40 giovani del Centro di accoglienza e scuole professionali delle Suore Francescane Ospedaliere del Mumemo abbiamo organizzato la "pulizia del terreno", terminando poi questa avventura di amore e di solidarietà con una pastasciutta italiana.








Il terreno c'è e come diceva Fernando Pessoa, un poeta portoghese: Deus quer, o homem sonha e a obra nasce (Dio vuole, l'uomo sogna e l'opera nasce).

Si, sogno e sogniamo che questo centro aiuti tanti fratelli ad incontrarsi con la Misericordia di Dio e a trovare una nuova vita.

Sogniamo insieme chiedendo a Dio la Sua benedizione, nella preghiera. Grazie.













Commenti

  1. Grazie Antonio che ci permetti di poter partecipare un po' alle belle opere che stai/state realizzando in quella Terra cosi' lontana. Che Dio ti benedica Antonio. Vedo che anche li la pastasciutta e' sempre gradita, ottima scelta👍

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  2. Grazie Antonio che ci permetti di poter partecipare un po' alle belle opere che stai/state realizzando in quella Terra cosi' lontana. Che Dio ti benedica Antonio. Vedo che anche li la pastasciutta e' sempre gradita, ottima scelta👍

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Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

Tante parole per esprimere lo stesso sentimento di gratitudine
che nobilita il cuore umano e che ci fa veramente figli di Dio: grazie!
Vedendo i molti segni di risposta che tanti di voi,
amici carissimi e fratelli di Comunità,
mi indirizzate,
attraverso la lettura dei post che pubblico sul mio blog, questa sera ho desiderato raggiungervi con il sentimento di gratitudine che sempre abita il mio cuore quando, attraverso questo strumento di comunicazione, possiamo rimanere in contatto a distanza intercontinentale.
Un vostro semplice + o un commento di poche parole su una notizia o una esperienza che ho pubblicato... è per me il segno che vale la pena condividere quanto Dio ci permette di sperimentare nella missione che Egli ci affida.
Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare.
Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. 
P. Antonio  

"Pane della Vita e pane di vita"

Sembrerebbe, a primo acchito, una ridondanza linguistica, ma non lo è affatto!
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Il brano di San Matteo (14,13-21) - propostoci per la diciottesima domenica del tempo ordinario - è davvero "straordinario"... come ogni pagina del Vangelo! Si tratta della com-passione di Gesù per gli uomini del suo tempo, segno dell'amore folle di Dio per gli uomini di ogni tempo e quindi per noi tutti. Gesù è afflitto per la morte di Giovanni Battista, cugino e profeta antecessore del Messia. Il dolore che sempre tenta di stringere il cuore dell'uomo nella morsa dell'autocommiserazione e del ripiegamento, non riesce a vincere il cuore misericordioso di Gesù che rimane com-passivo. Gesù vede la folla che lo ha seguito a piedi e si commuove, ne sente la passione dolorosa, ne vive interiormente il dramma della fame di Dio e di pane. Si intenerisce e comincia a guarire gli ammalati e quando giunge il momento del congedo, dinanzi alla "avveduta" preoccupazione degli apostoli di rimandare a casa la folla (dicasi folla di 5000 uomini senza contare donne e ba…