Passa ai contenuti principali

Andate fino ai confini della terra

Domenica di Pentecoste... una bella avventura missionaria mi attende nel giorno della discesa dello Spirito Santo, attore e forza della missione ecclesiale.

Mi alzo pieno di allegria perché devo raggiungere una piccola comunità cristiana lontana dalla nostra missione, al di là del fiume Incomáti a circa 30 km da casa.
Con qualche foto condivido con voi, cari amici, le emozioni e i sentimenti provati.

Primi 20 km in auto per raggiungere la sponda del fiume.






Sorpresa: il battello non funziona, cosa che capita un giorno si e uno no!!!
Cosa fare???



Una barchetta comincia a traghettare i passeggeri e anche io con Carlos, un adolescente che fa da chierichetto, ci imbarchiamo sul dondolio di un'acqua scura che sta vedendo il sorgere di un ponte per unire le due rive.


Eccoci trasportati in un vecchio camion nel mezzo di una radura piatta e sconfinata, su cui si agglomerano dense nuvole foriere di pioggia...


... l'ultimo tratto si fa a piedi in mezzo ad una fina sabbia...  


...ed eccoci arrivati alla piccola e nascosta cappella, scortati da qualche cristiano che si avvicina per la messa!!!


Nella cappella, l'allegria è palpabile:
"Grazie Signore per averci mandato un padre per celebrare la messa oggi"... sono state le parole di un cristiano prima di cantare il Gloria.
Canti e danza liturgica si sono alternati tra il mio portoghese e la traduzione in ronga (lingua locale)...



 Al momento del Padre Nostro una densa pioggia scende a benedirci dal cielo, segno di quell'Amore che lava e purifica la Chiesa e la rende missionaria.
Il camion che doveva venire a prenderci dopo la messa ha fatto fatica ad arrivare alla cappella per via del fango.
Quindi ci siamo incamminati a piedi, felici di sporcare i piedi che ci hanno portato a predicare la "lieta notizia".



Missione sempre possibile... con LO SPIRITO SANTO


Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Il piccolo venditore di banane

Ieri, tornando dalla città, mi sono fermato lungo la strada che conduce dal centro di Maputo alla periferia, per comprare delle banane. 
Le bancarelle di frutta sono dei carrettini tirati dalle persone, stazionati lungo la strada uno dietro all'altro. 
Da lontano ne scelgo uno a caso. Avvicinandomi con la macchiana, intravedo un uomo seduto su di un muro, con il carrettino a pochi metri, e penso sia lui il proprietario. Normalmente all'avvicinarsi di un cliente, questi venditori subito corrono per non perdere l'occasione di vendere.  
Stranamente il mio non si muove. Fermo la macchina e lo guardo per pochi secondi, chiamandolo con lo sguardo meravigliato per il fatto che non si avvicinasse. 
Mentre guardo indietro fissando quell'uomo, mi appare dal finestrino della macchina un pezzo di volto di un bambino che, per la poca altezza, non raggiunge neanche il finestrino. 
La mia sorpresa è stata grande quando gli ho chiesto se fosse lui il venditore di banane. "Si" - …

7 aprile, Festa della donna del Mozambico

Josina Machel (da nubile, Josina Muthemba ), in gioventù, ha integrato il movimento "Fronte di liberazione mozambicano" (FRELIMO) che ha lottato per l'indipendenza del suo paese. Nel 1969, sposò Samora Machel. Morì il 7 Aprile 1971, a causa di una malattia. Con l'indipendenza del Mozambico, questa data è stata istituita come Festa della Donna del Mozambico .
Josina è considerata un modello di ispirazione per il movimento delle donne. Nella lotta per la liberazione del Mozambico, ha svolto un ruolo molto importante. E' stata una delle fondatrici del distaccamento delle donne, Direttrice degli Affari sociali e responsabile della Sezione femminile presso il Dipartimento degli affari esteri della FRELIMO.  A Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, era a capo delle donne che si prendevano cura dei bambini rimasti orfani o i cui genitori erano assenti, perchè occupati nella lotta per la liberazione nazionale condotta dalla FRELIMO. 
Affrontando la questione delle donne e del…

Il regalo più bello

Il giorno del mio compleanno, ho vissuto una bella avventura della Provvidenza, lezione di vita che ti porti dentro e sulla quale pensare per molto tempo. 
Permettete che ve la racconti...

All'angolo della strada sterrata della nostra missione, ogni giorno da circa un anno, appare una mamma con il suo bambino "appeso" alle spalle. 
Il bambino si chiama Anderson e la mamma Artemisa. 
Sotto il sole cocente, tra i mulinelli sabbiosi della calura mozambicana o bagnata dalla pioggia stagionale... Artemisa è li a vendere la frutta per tirare avanti la situazione della sua famiglia. Il marito, infatti, ha perso il lavoro. 
Ho invitato Artemisa ad entrare nella nostra casa per mangiare un pezzo di dolce in occasione del mio compleanno. 
Dopo qualche ora viene con il suo bambino "alle spalle" e, appena si avvicina, mi mette tra le mani un pezzo di carta che avvolge un regalo. Lo apro e vi trovo 100 meticais (un euro e mezzo). 
Per Artemisa è il guadagno di una dura giornata di…