Passa ai contenuti principali

Con i miei occhi... con i tuoi occhi!

La situazione economica del Mozambico sta precipitando continuamente. Dopo la scoperta che il FMI (Fondo monetario internazionale) ha fatto circa i miliardi erogati per l'economia nazionale e che sono stati sviati e il conseguente blocco dell'erogazione degli aiuti internazionali su cui si basa una buona parte del bilancio dello Stato mozambicano, il valore del metical (moneta nazionale) sta scendendo a ruota libera: alcuni mesi fa un euro valeva 40 meticais, ora ne vale più di 60.
Questa inflazione, come si può immaginare, pesa sulle spalle dei più poveri.
Il costo della vita è esploso mentre il salario minimo è aumentato di un valore irrisorio: siamo a circa 3300 meticais (più o meno 55 euro).
Chi non ha un lavoro con stipendio fisso (ossia la maggioranza!!!) vive di espedienti commerciali: ci si improvvisa a vendere di tutto per strada.
Il corpo umano si trasforma in un "carrettino" ambulante!!!

Vedi con i miei occhi...
...sbucare da un viottolo un cumulo di bottiglie di plastica che "camminano": no! E' un uomo che, legando le bottiglie una all'altra, ne fa fatto un fascio tanto grande che la sua figura scompare dietro di esse!

Vedi con i miei occhi...
...al semaforo giovani e adolescenti carichi come asini di merce da vendere sotto il calore afoso del sole che picchia a mezzogiorno o lo sferzante vento sabbioso!

Vedi con i miei occhi...
...donne sovraccariche di legna sulla testa, con un bambino legato alle spalle e fagotti da vendere al mercato pendutati nelle braccia!

Vedi con i miei occhi...
...decine di venditori di verdura e frutta che corrono verso la stessa auto, per  arrivare prima all'eventuale cliente, noncuranti del pericolo di essere investiti!

Vedi con i miei occhi...
...è una corsa contro il tempo, contro la miseria, contro la sorte, contro le amare e pesanti conseguenze di un'indifferenza che falcidia la dignità umana.

Immagina e vedi con i miei occhi tutto questo. Ma ti prego... non dimenticare e fallo vedere CON I TUOI OCCHI !!






Commenti

Post popolari in questo blog

Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

Tante parole per esprimere lo stesso sentimento di gratitudine
che nobilita il cuore umano e che ci fa veramente figli di Dio: grazie!
Vedendo i molti segni di risposta che tanti di voi,
amici carissimi e fratelli di Comunità,
mi indirizzate,
attraverso la lettura dei post che pubblico sul mio blog, questa sera ho desiderato raggiungervi con il sentimento di gratitudine che sempre abita il mio cuore quando, attraverso questo strumento di comunicazione, possiamo rimanere in contatto a distanza intercontinentale.
Un vostro semplice + o un commento di poche parole su una notizia o una esperienza che ho pubblicato... è per me il segno che vale la pena condividere quanto Dio ci permette di sperimentare nella missione che Egli ci affida.
Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare.
Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. 
P. Antonio  

"Pane della Vita e pane di vita"

Sembrerebbe, a primo acchito, una ridondanza linguistica, ma non lo è affatto!
Pane della vita, per noi che crediamo in Gesù Cristo, Figlio di Dio Vivente, Verbo di Dio incarnato, è l’Eucaristia, il Pane per eccellenza che dà la Vita in abbondanza, quella vera, quella che ti riempie, quella che ti sazia, quella – cioè – che tutti cercano ma non sempre trovano!
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. (Gv 6,51).

Date loro "voi stessi" da mangiare

Il brano di San Matteo (14,13-21) - propostoci per la diciottesima domenica del tempo ordinario - è davvero "straordinario"... come ogni pagina del Vangelo! Si tratta della com-passione di Gesù per gli uomini del suo tempo, segno dell'amore folle di Dio per gli uomini di ogni tempo e quindi per noi tutti. Gesù è afflitto per la morte di Giovanni Battista, cugino e profeta antecessore del Messia. Il dolore che sempre tenta di stringere il cuore dell'uomo nella morsa dell'autocommiserazione e del ripiegamento, non riesce a vincere il cuore misericordioso di Gesù che rimane com-passivo. Gesù vede la folla che lo ha seguito a piedi e si commuove, ne sente la passione dolorosa, ne vive interiormente il dramma della fame di Dio e di pane. Si intenerisce e comincia a guarire gli ammalati e quando giunge il momento del congedo, dinanzi alla "avveduta" preoccupazione degli apostoli di rimandare a casa la folla (dicasi folla di 5000 uomini senza contare donne e ba…