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Un nome, un volto, una storia!

Pochi giorni fa, mentre ero in macchina, in direzione di un carcere nel quale presto servizio, una missionaria della mia comunità mi chiama e mi dice che è arrivato in casa un giovane di 17 anni, uscito dal carcere, che chiede ospitalità nella Casa della misericordia, casa di accoglienza per il reinserimento socio-familiare di ex detentui. 

La missionaria lo ha accolto e gli ha offerto la colazione nell'attesa che tornassi dal carcere. 
Appena tornato in casa, mi siedo con Isidro e vedo i segni della sofferenza sul suo  volto. Orfano dei genitori, ha alcuni familiari in una città a 6 ore da Maputo, capitale del Mozambico, in cui ci troviamo. 
Ha perso i contatti con i parenti durante la detenzione. Si vede e si sente chiaramente che non si lava da quando è uscito dal carcere. Il volto è triste e marcato da macchie di funghi che rimandano alla mancanza di igiene tipica della vita carcerale. Dice poche parole. 
Dopo aver cercato di capire qualcosa in più della sua situazione, lo faccio salire in macchina e lo accompagno nella Casa della misericordia, dove viene accolto dagli altri 7 giovani, attualmente ospiti della casa. Riceve vestiti puliti, un'asciugamano e il necessario per cominciare a scrivere una nuova pagina della sua vita. 
Dopo pochi giorni, il volto di Isidro appare più disteso e tranquillo. 
Stiamo cercando di capire meglio la sua storia e che tipo di programma tracciare per il suo accompagnamento personale. 
Ha già iniziato il percorso con la psicologa volontaria della Casa della misericordia e sta muovendo i primi passi nella nuova strada che Dio gli ha permesso di imboccare. 
Preghiamo per Isidro e gli auguriamo un buon cammino di integrazione sociale. 

Commenti

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Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

Tante parole per esprimere lo stesso sentimento di gratitudine
che nobilita il cuore umano e che ci fa veramente figli di Dio: grazie!
Vedendo i molti segni di risposta che tanti di voi,
amici carissimi e fratelli di Comunità,
mi indirizzate,
attraverso la lettura dei post che pubblico sul mio blog, questa sera ho desiderato raggiungervi con il sentimento di gratitudine che sempre abita il mio cuore quando, attraverso questo strumento di comunicazione, possiamo rimanere in contatto a distanza intercontinentale.
Un vostro semplice + o un commento di poche parole su una notizia o una esperienza che ho pubblicato... è per me il segno che vale la pena condividere quanto Dio ci permette di sperimentare nella missione che Egli ci affida.
Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare.
Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. 
P. Antonio  

"Pane della Vita e pane di vita"

Sembrerebbe, a primo acchito, una ridondanza linguistica, ma non lo è affatto!
Pane della vita, per noi che crediamo in Gesù Cristo, Figlio di Dio Vivente, Verbo di Dio incarnato, è l’Eucaristia, il Pane per eccellenza che dà la Vita in abbondanza, quella vera, quella che ti riempie, quella che ti sazia, quella – cioè – che tutti cercano ma non sempre trovano!
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. (Gv 6,51).

Date loro "voi stessi" da mangiare

Il brano di San Matteo (14,13-21) - propostoci per la diciottesima domenica del tempo ordinario - è davvero "straordinario"... come ogni pagina del Vangelo! Si tratta della com-passione di Gesù per gli uomini del suo tempo, segno dell'amore folle di Dio per gli uomini di ogni tempo e quindi per noi tutti. Gesù è afflitto per la morte di Giovanni Battista, cugino e profeta antecessore del Messia. Il dolore che sempre tenta di stringere il cuore dell'uomo nella morsa dell'autocommiserazione e del ripiegamento, non riesce a vincere il cuore misericordioso di Gesù che rimane com-passivo. Gesù vede la folla che lo ha seguito a piedi e si commuove, ne sente la passione dolorosa, ne vive interiormente il dramma della fame di Dio e di pane. Si intenerisce e comincia a guarire gli ammalati e quando giunge il momento del congedo, dinanzi alla "avveduta" preoccupazione degli apostoli di rimandare a casa la folla (dicasi folla di 5000 uomini senza contare donne e ba…