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Sguardi incrociati!

Giorni fa mi trovavo davanti ad un negozio in attesa di un giovane della Casa della Misericordia, entrato a comprare del filo elettrico. 
Seduto in macchina ad aspettare, guardavo i messaggi del telefonino e rispondevo alle e-mail, gettando un occhio a destra e a manca... per vedere i passanti del quartiere precario in cui mi trovavo. 
Mentre ero concentrato nel telefonino, ho visto un'obra alla mia destra e mi sono girato. 
Un bellissimo bambino di circa tre anni, con i vestiti sporchi e bucati e il nasino pieno di muco. Uno sguardo di angelo caduto dal cielo... ma, ahimé, precipitato nella "miseria". 
Ci siamo guardati. Aveva in mano il suo camioncino fatto di vecchie lattine. Gli ho sollevato il pollice come segno di saluto che i ragazzi e i bambini usano fare. 
Avevo in macchina dei confetti; glieli ho offerti e il suo volto si è illuminato. 
Non ha detto una parola e si è allontanato spingendo il suo camioncino. 
Ho sentito in quel bambino una apparizione della gloria di Dio nel sembiante di Gesù Povero. 
Il suo volto si è scolpito nella mia memoria. 
Non conosco il nome, la storia, l'età, la vita di quel piccolo, ma in qualche modo siamo rimasti legati dagli sguardi incrociati. 




Commenti

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Grazie, merci, thank you, khanimanbo, obrigado, gracias, danke, asante...

Tante parole per esprimere lo stesso sentimento di gratitudine
che nobilita il cuore umano e che ci fa veramente figli di Dio: grazie!
Vedendo i molti segni di risposta che tanti di voi,
amici carissimi e fratelli di Comunità,
mi indirizzate,
attraverso la lettura dei post che pubblico sul mio blog, questa sera ho desiderato raggiungervi con il sentimento di gratitudine che sempre abita il mio cuore quando, attraverso questo strumento di comunicazione, possiamo rimanere in contatto a distanza intercontinentale.
Un vostro semplice + o un commento di poche parole su una notizia o una esperienza che ho pubblicato... è per me il segno che vale la pena condividere quanto Dio ci permette di sperimentare nella missione che Egli ci affida.
Quindi, ancora una volta, grazie a tutti e a ciascuno in particolare.
Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. 
P. Antonio  

"Pane della Vita e pane di vita"

Sembrerebbe, a primo acchito, una ridondanza linguistica, ma non lo è affatto!
Pane della vita, per noi che crediamo in Gesù Cristo, Figlio di Dio Vivente, Verbo di Dio incarnato, è l’Eucaristia, il Pane per eccellenza che dà la Vita in abbondanza, quella vera, quella che ti riempie, quella che ti sazia, quella – cioè – che tutti cercano ma non sempre trovano!
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. (Gv 6,51).

Date loro "voi stessi" da mangiare

Il brano di San Matteo (14,13-21) - propostoci per la diciottesima domenica del tempo ordinario - è davvero "straordinario"... come ogni pagina del Vangelo! Si tratta della com-passione di Gesù per gli uomini del suo tempo, segno dell'amore folle di Dio per gli uomini di ogni tempo e quindi per noi tutti. Gesù è afflitto per la morte di Giovanni Battista, cugino e profeta antecessore del Messia. Il dolore che sempre tenta di stringere il cuore dell'uomo nella morsa dell'autocommiserazione e del ripiegamento, non riesce a vincere il cuore misericordioso di Gesù che rimane com-passivo. Gesù vede la folla che lo ha seguito a piedi e si commuove, ne sente la passione dolorosa, ne vive interiormente il dramma della fame di Dio e di pane. Si intenerisce e comincia a guarire gli ammalati e quando giunge il momento del congedo, dinanzi alla "avveduta" preoccupazione degli apostoli di rimandare a casa la folla (dicasi folla di 5000 uomini senza contare donne e ba…