
Mi ha accolto un giovane con un bel sorriso, coperto con un cappuccio, per proteggersi dal freddo dell'inverno mozambicano. Un grande vento sollevava un polverone di sabbia che avvolgeva la bancarella.
Mi ha venduto le banane e, prima di ripartire, è andato dietro la bancarella a cercare qualcosa.
Si è riavvicinalo allo sportello dell'auto e mi ha porto una bella banana, dicendo: "isto é bacela" (questo è un regalo).
La banana offerta da un giovane che sta tutto il giorno al freddo, in mezzo ad un polverone; un giovane la cui speranza di vivere è legata alla vendita di quel numero di banane...; un giovane che lotta per strappare la vita dalla miseria... eppure é capace di offrire una "bacela".
L'ho ringraziato e ho continuato la mia strada, mangiando quella banana-bacela e mentre la commozione prendeva il sopravvento mi sono ricordato della parole di Gesù: "l'avete fatto a me".
In quel momento io ero il povero aiutato dal povero.
Che buona quella banana-bacela!!!
Che bellgesto
RispondiEliminaLe persone povere hanno una ricchezza di animo, di fede che noi, che viviamo nel benessere, lontanamente abbiamo e immaginiamo. Abbiamo molto da imparare e riflettere. Ciao Antonio e grazie di questa testimonianza.
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