Passa ai contenuti principali

"Pane della Vita e pane di vita"



Sembrerebbe, a primo acchito, una ridondanza linguistica, ma non lo è affatto!

Pane della vita, per noi che crediamo in Gesù Cristo, Figlio di Dio Vivente, Verbo di Dio incarnato, è l’Eucaristia, il Pane per eccellenza che dà la Vita in abbondanza, quella vera, quella che ti riempie, quella che ti sazia, quella – cioè – che tutti cercano ma non sempre trovano!

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. (Gv 6,51).

Nella Casa della misericordia, a Maputo (Mozambico), un centro di accoglienza per ex detenuti in cerca di vera libertà, di vita nuova, abbiamo aperto due mesi fa, grazie all’aiuto della Fondazione delle Arti e dello Spirito, un’Associazione Onlus di Milano, un progetto di produzione di ostie come programma di riscatto e riabilitazione spirituale.

Le mani di ex carcerati che si sono “sporcate” con delitti vari, producono il pane eucaristico che il sacerdote consacra, a beneficio di tutto il popolo di Dio. Mani che un tempo hanno ferito la società, mani che ora servono la comunità cristiana, comunità di fratelli! Il riscatto dell’Amore! Con Gesù è sempre possibile ricominciare!!!




Nella casa bianca che vediamo dietro l’albero è nata, quindi, la Sala San Giuseppe (nella foto è la parte a sx, quella più alta), per realizzare il lavoro di fabbricazione della ostie.
Abbiamo poi avuto bisogno della cucina a legna, per cucinare per i membri della casa e per un progetto che è nato a servizio degli anziani e handicappati poveri del quartiere dove è situata la Casa della misericordia. Il desiderio è che la Misericordia di Dio tocchi non solamente gli ex detenuti che vivono nel centro di riabilitazione, ma anche le persone della zona. Che l’Amore di Dio si irradi per “contagio” diretto, per esperienza, per “degustazione”: Sal 33,9: Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia”.


Nasce da questa convinzione il programma di aiuto alimentare settimanale ai poveri chiamato: “pane di vita”, pane a servizio della vita, biologica, certo, ma anche umana e spirituale nel senso più largo, perché chi ama il fratello che vede ama Dio che non vede, o meglio che vede nell’Eucaristia!
La cucina nasce, per gemmazione, dietro la sala San Giuseppe (nella foto è la parte con i mattoni forati, a dx).


Quindi da un lato si prepara il Pane della Vita e dall’altro si serve il pane di vita! Proprio come ci ha insegnato il Maestro: quanti pani avete? Date loro voi stessi da mangiare…
Sono già più di cinquanta i poveri che ricevono un pasto sostanzioso una volta a settimana. Grazie alla Fondazione delle Arti e dello Spirito, che ha deciso di appoggiare i due “pani” (Pane eucaristico e pane quotidiano), potremmo estendere il progetto a 100 persone-famiglie.
Si sta creando un movimento di volontarie e volontari per servire, insieme ai giovani in riabilitazione, i poveri che vengono nella Casa della misericordia.
Un grazie a tutti.

Commenti

Post popolari in questo blog

Banana-Bacela

Tornando dalla città, oggi, mi sono fermato a comprare delle banane ad una bancarella. 
Mi ha accolto un giovane con un bel sorriso, coperto con un cappuccio, per proteggersi dal freddo dell'inverno mozambicano. Un grande vento sollevava un polverone di sabbia che avvolgeva la bancarella. 
Mi ha venduto le banane e, prima di ripartire, è andato dietro la bancarella a cercare qualcosa. 
Si è riavvicinalo allo sportello dell'auto e mi ha porto una bella banana, dicendo: "isto é bacela" (questo è un regalo). 
La banana offerta da un giovane che sta tutto il giorno al freddo, in mezzo ad un polverone; un giovane la cui speranza di vivere è legata alla vendita di quel numero di banane...; un giovane che lotta per strappare la vita dalla miseria... eppure é capace di offrire una "bacela". 
L'ho ringraziato e ho continuato la mia strada, mangiando quella banana-bacela e mentre la commozione prendeva il sopravvento mi sono ricordato della parole di Gesù: "l'…

Il piccolo venditore di banane

Ieri, tornando dalla città, mi sono fermato lungo la strada che conduce dal centro di Maputo alla periferia, per comprare delle banane. 
Le bancarelle di frutta sono dei carrettini tirati dalle persone, stazionati lungo la strada uno dietro all'altro. 
Da lontano ne scelgo uno a caso. Avvicinandomi con la macchiana, intravedo un uomo seduto su di un muro, con il carrettino a pochi metri, e penso sia lui il proprietario. Normalmente all'avvicinarsi di un cliente, questi venditori subito corrono per non perdere l'occasione di vendere.  
Stranamente il mio non si muove. Fermo la macchina e lo guardo per pochi secondi, chiamandolo con lo sguardo meravigliato per il fatto che non si avvicinasse. 
Mentre guardo indietro fissando quell'uomo, mi appare dal finestrino della macchina un pezzo di volto di un bambino che, per la poca altezza, non raggiunge neanche il finestrino. 
La mia sorpresa è stata grande quando gli ho chiesto se fosse lui il venditore di banane. "Si" - …

Non ho ora!

Quando Dio vuole farti un dono, aprire i tuoi orizzonti sa bene come combinare le cose. 
Oggi, a fine pomeriggio, tra una corsa e l'altra, uscivo di casa in auto per recarmi in città. Era l'ora di chiusura dei lavori dell'impresa che sta costruendo alcune strutture nella missione.  Arrivato al portone di casa, vedo Ismaele bere un sorso di acqua dal rubinetto che abbiamo messo vicino alla porta per permettere ai passanti di bere tranquillamente senza chiedere il permesso.  Mentre attraverso il portone della missione, qualcosa (QUALCUNO???) mi dice di chiedere a Ismaele se ha bisogno di un passaggio per tornare a casa. Subito accetta.  Nel breve tragitto di pochi km, gli chiedo l'età (17 anni) e con chi vive (la zia), se ha smesso di studiare e in che classe si trova.  "Padre frequento la nona classe (III media), studio di notte. Adesso corro in casa mi lavo rapidamente e vado a scuola fino alle 21.30".  E poi? "Torno a casa e studio".  "Fino a che ora?…